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Paline Tiemme irregolari, la Provincia impone la rimozione
Nel mirino 16 installazioni utilizzate anche per la pubblicità «Non sono autorizzate e non rispettano il Codice»
PIOMBINO. Tiemme dovrà rimuovere gli impianti pubblicitari aggiunti a 16 pale di segnalazione delle fermate. Incluse, quando ci sono, le frecce indicanti le attività reclamizzate.
Lo stabilisce la diffida emessa dalla Provincia che dà tempo dieci giorni all’azienda del trasporto pubblico per eseguire la prescrizione. Il termine fa data dal 28 giugno scorso, quando l’atto è stato emesso dagli uffici livornesi dopo le segnalazioni ricevute dal personale di sorveglianza.
Le nuove paline non sono state autorizzate in via preventiva e non sono conformi, per il loro grosso diametro, alla normativa che ne regola la collocazione lungo i margini delle strade extraurbane. Pericolose, insomma. Queste le motivazioni addotte nella documentazione che Tiemme afferma di non aver ancora ricevuto.
Dove sono. Le strutture nel mirino sono state installate prevalentemente nella parte sud del territorio di competenza dell’ente. In larga parte sulla vecchia Aurelia, zona Castagneto-Donoratico. Un paio all’interno, ai confini con la provincia pisana (zona Pomaramce e Monteverdi ma sempre di competenza livornese) e alcune sulla Principessa, nel territorio di Piombino.
Dieci giorni, si diceva, «per rimuovere i mezzi pubblicitari installati sulle paline, e sostituzione, negli stessi termini di tempo, dei pali recanti la sola indicazione della fermata con altri di sezione rotonda con diametro massimo di 60 millimetri».
In caso di inottemperanza, il servizio Viabilità della Provincia provvederà alla rimozione, a spese di Tiemme, a partire dal 13 luglio, iniziando dalla vecchia Aurelia. E arrivando, man mano, a tutte le altre fermate.
Tiemme è invitata ad essere presente e a non fare ostruzione. Perchè si entrerebbe nel penale.
Il vicepresidente dell’Azienda del trasporto pubblico, Marco Macchioni, si dice sorpreso. «Al momento - afferma - non abbiamo ricevuto alcun atto. In prima battuta mi viene da dire che, di sicuro, tra un ente pubblico ed un’azienda pubblica c’era da aspettarsi una forma di comunicazione migliore, rispetto a quella della diffida. Questo strumento, semmai, poteva essere usato successivamente. Comunque, per quanto riguarda le autorizzazioni, dovrà risponderne la concessionaria della pubblicità». Macchioni spiega che nel contratto di servizio sta scritto che tutti gli aspetti relativi ai permessi devono essere seguiti e garantiti da Avip. Criterio che evidentemente vale anche per il rispetto delle regole del Codice della strada sulle caratteristiche dei materiali da usare. —
V.P..
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