Il Tirreno

corso italia sotto i riflettori 

Paura dopo la rapina Parlano gli abitanti «Fermare il degrado è ancora possibile»

Daniele Perini
Paura dopo la rapina Parlano gli abitanti «Fermare il degrado è ancora possibile»

Nella parte iniziale di corso Italia dopo il colpo alla tabaccaia Le case si svalutano, i negozi chiudono. «Servono interventi»

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piombino

Una zona di Piombino, quella che chiude una delle principali vie del centro urbano come Corso Italia, nel disagio. Quello vissuto dagli abitanti della zona che vedono le proprie case svalutarsi e, ancor di più, quello raccontato nei vari gruppi cittadini su Facebook che a volte lo descrivono come un vero e proprio quartiere malfamato. A seguito della rapina subita da una commerciante del quartiere, anche Confcommercio ha espresso il proprio punto di vista: «La titolare della tabaccheria aggredita dal rapinatore è chiaramente spaventata ma è già tornata al lavoro, mostrando grande forza di volontà. Sono situazioni, quelle della rapina di cui è stata vittima, in cui un minimo dettaglio può mettere a repentaglio la stessa vita» dice il direttore provinciale Federico Pieragnoli, riferendosi alla rapina avvenuta mercoledì sera proprio alla signora Castaldi, titolare di una tabaccheria in Corso Italia. «Per operare - continua Pieragnoli - i commercianti hanno bisogno di sicurezza e tranquillità. Servono città e periferie sicure, serve un clima di fiducia e serenità. I nostri imprenditori si sentono accerchiati».

Alcuni fattori stanno relegando lo spicchio di città che si estende dalla parte iniziale di Corso Italia e delle vie laterali, ad essere una zona più difficile, nel vivere e nello svolgere commercio. Chi ne paga le conseguenze è tutta la città che risulta in parte privata di una zona prima rigogliosa e piena di negozi, ed adesso svalutata nel prezzo delle case e nella capacità di convogliare l’interesse dei passeggianti. «Negli ultimi anni, e questo è sotto gli occhi di tutti, la gente si sta stancando di alcune situazioni abbastanza degradanti, spesso create da soggetti chiaramente identificabili». Questo il pensieri della maggior parte dei commercianti della zona, dal fruttivendolo fino al titolare del Money Transfer. «Queste persone purtroppo sono note e conosciute anche dalle autorità che dovrebbero poter garantire più sicurezza ma spesso sono limitate nel poter prendere provvedimenti». «In questa zona ci sono nata, cresciuta e continuo ad abitarci anche in pensione. - racconta un’abitante dell’ultimo tratto di Corso Italia -. Fa male pensare che i negozi stiano chiudendo ancora più facilmente che in altre zone e che stentino a partire altri progetti, in un quartiere che prima era considerato florido. Alcuni problemi sono stati segnalati da noi cittadini direttamente al Comune. Io stessa ho presentato una lamentela per alcune attività che per anni hanno venduto alcol fino a tarda notte, favorendo situazioni degradanti. I problemi poi sono sotto gli occhi di tutti e la situazione è delicata, noi speriamo soltanto che sia monitorata e che non sfugga di mano alle autorità competenti prima che risulti irrecuperabile». La situazione fra gli abitanti e i commercianti della zona è chiara, infatti dagli stranieri e gli italiani che gestiscono le attività commerciali, fino al resto degli abitanti, tutti ritengono che in qualche modo si debba intervenire. —

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di Redazione web