Gioco
Il fascino incantato della Ripa Barata nonostante la pioggia e l’incubo del polistirolo
il diario di bordoMARCIANA MARINA. La destinazione dei giovani volontari di Vele Spiegate (nelle foto) è Ripa Barata (costa crollata, in dialetto marinese), una magnifica spiaggia dai colori...
il diario di bordo
MARCIANA MARINA. La destinazione dei giovani volontari di Vele Spiegate (nelle foto) è Ripa Barata (costa crollata, in dialetto marinese), una magnifica spiaggia dai colori tropicali raggiungibile a piedi solo con un ripido sentiero che scende attraverso il Parco nazionale.
Tutti speravano in una giornata di sole, ma «ci siamo svegliati con il rumore della pioggia – scrive Cami nel diario di bordo – credendo fosse bello, poi siamo usciti e ci siamo resi conto che avevamo scarpe, asciugamano, costumi bagnati fradici. A colazione c’è stata una piccola discussione sul fatto che gli animali potessero avere o meno gli occhiali da vista, ma lasciamo perdere».
Poi partenza per Ripa Barata, con lo sbarco del gommone, a remi, tra i grandi pietroni e i ragazzi si trovano catapultati in un paradiso selvaggio che fa subito dimenticare pioggia e cielo grigio: «Eravamo soli. Bellissimo», dice una ragazza che ha scoperto gli spazi sconfinati in una spiaggia di Marciana Marina incastonata tra le rocce e il mare. Ma anche quello che sembra un pulitissimo Eden bianco e azzurro nasconde l’insidia più grossa trovata finora dai volontari: «Sulla spiaggia abbiamo contato più di 400 pezzi di polistirolo ma non solo, anche pezzi di vetro, plastica e molta altra roba».
Il polistirolo, proveniente soprattutto dalle cassette da pesca, era dappertutto: sbriciolato e tra i sassi o i tronchi e i rami che il mare porta a Ripa Barata e che sono stati ammucchiati da precedenti interventi di Legambiente in una delle spiagge simbolo dell’ambientalismo elbano, dove i volontari del Cigno Verde trovarono, molto dopo il crollo dell’Unione Sovietica, un intero set di contenitori di plastica con scritte in cirillico della marina militare dell’Urss.
Un inquietante segno della globalizzazione dello sviluppo insostenibile che sta soffocando rapidamente il mare. Dopo la pulizia della spiaggia e un pranzo a base di panini, scuola di vela: «Abbiamo fatto qualche andatura con randa e fiocco, c’era molto vento (20 nodi) però il mare era abbastanza tranquillo. Ho timonato troppo poco – scrive Cami – però due volte...#MiPiace». Il pomeriggio ritorno a Marciana Marina per andare a trovare le animatrici di Legambiente che facevano educazione ambientale per Seif: «Impossibile parlarci – dice un ragazzo – erano assediate da bambini indaffaratissimi a realizzare polpi e altri strani animali riciclando le bottiglie di plastica, le stesse che noi raccogliamo ogni giorno sulle spiagge. Mentre ci riposiamo e guardiamo i piccoli che giocano felici, il capitano sparisce per qualche minuto e torna con Il Tirreno, il giornale media partner di Vele Spiegate. È così che abbiamo scoperto che tutti i giorni abbiamo una pagina dedicata alle nostre avventure piena di foto e di informazioni, Umberto di Legambiente ce lo aveva già detto il primo giorno, ma forse eravamo un po’ distratti e più incuriositi da chi avrebbe passato con noi una settimana a bordo di una barca. È bastato poco per diventare amici e ora Il Tirreno è diventato il souvenir della nostra avventura. Porterò la pagina con la mia foto a mio nonno, gli piacerà molto». —
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