Il Tirreno

Redi, la rinascita grazie alle idee e alla forza dI un gruppo unito

di Cristiano Lozito
Il personale dello stabilimento Redi
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Il personale dello stabilimento Redi

Nel 2015 crisi e 33 esuberi nella fabbrica di tubi multistrato, poi nuove idee e investimenti: ora lavorano in 44 su tre turni

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PIOMBINO. La storia della Redi, fabbrica che a Ischia di Crociano produce tubi multistrato per uso termoidraulico e tubazioni per l’edilizia pubblica e civile, sembrava una delle tante che hanno segnato il territorio negli ultimi anni: nel 2015 l’azienda annuncia l’esubero di 33 dipendenti su 69 con un piano che prevedeva la chiusura della logistica, il trasferimento di questo settore alla sede bolognese dell’azienda, e lo spostamento in Polonia della produzione di tubi in propilene.

SOLIDARIETA', POI LA RIPRESA

L’accordo prevedeva solidarietà e formazione, ma tutto lasciava pensare a una progressiva chiusura di tutte le attività. Invece quella storia si è ribaltata, la solidarietà è stata sospesa nel 2017, e l’azienda ha iniziato ad assumere interinali, così che oggi in fabbrica ci sono 44 persone al lavoro, con attività sette giorni su sette su tre turni. Ecco perché la festa in fabbrica dei giorni scorsi per i 15 anni della società Aliaxis di cui Redi fa parte, è diventata anche un modo per celebrare quella che è la vittoria di un gruppo.
Che non ha mai mollato, e con la volontà, l’applicazione e le idee ha disegnato un futuro diverso per la Redi.

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LE PERSONE DIETRO AL RILANCIO

Come sempre dietro a ogni piccola, grande impresa, ci sono le persone: capita allora in quella fase di crisi e di scoramento, che qualcuno decida di provarci. Il responsabile della qualità, l’ingegner Alessandro Baldini, ha delle idee sullo sviluppo di alcune produzioni. Intanto ad di Redi diventa Cristina Antoniazzi, che crede in queste proposte così come Paolo Brizio e David Nocchi, del commerciale. Baldini diventa responsabile di stabilimento, intorno a lui prende forma una squadra che avrà un peso decisivo nel superamento della crisi e nella rincorsa a nuove produzioni e nuovi mercati: Massimo Vadorini, (approvvigionamento), Evisio Stafforte (logistica) Leonardo Bandini (ingegnere di processo), Valentina Giani (sicurezza).

IDEE E INVESTIMENTI

Dire che in azienda si comincia a credere nella ripresa significa anche che Redi compie importanti investimenti sui macchinari per guadagnare efficienza. I tubi multistrato metalloplastici realizzati a Piombino, che si usano su impianti di raffrescamento e riscaldamento a pavimento, trovano sempre più spazio in Italia ma presto finiscono anche all’estero, in Giappone, Francia, Olanda. Sono prodotti di eccellenza, costano un po’ di più ma per le loro caratteristiche, in particolare l’alta flessibilità, sono preferiti anche da chi produce i raccordi. Ci sono 20 prodotti diversi, tutti hanno una moltitudine di certificazioni.

LA FORZA DEL GRUPPO

Alla Redi si festeggia, ma se il momento brutto è passato è vero che qui regna la consapevolezza che non si può smettere di lavorare per crescere, con nuovi prodotti e nuovi mercati. Ma qual è stata la chiave per questa rinascita? «Beh, direi tutte le persone che lavorano qui e chi ha creduto in noi – spiega Baldini – Io sono piombinese, nella crisi potevo cercare altre soluzioni, magari lontano da qui. Ma ho pensato che ce la potevamo fare e con me l’hanno pensato le altre persone che qui lavorano. Ma a crederci è stata anche l’azienda, che ha intravisto il potenziale dello stabilimento. Poi qui c’è un fortissimo legame, professionale ma anche di amicizia tra persone che lavorano insieme da tanti anni. Abbiamo superato insieme momenti duri, e anche quando ci siamo rialzati ci sono stati sacrifici, cambi di turni, di mansioni e di abitudini. Alle novità si sono adeguati tutti, e questa è la nostra forza».

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