Il Tirreno

la polemica a venturina 

«Una ztl senza alcuna logica» Il Comitato attacca il Comune

Annalisa Mastellone
«Una ztl senza alcuna logica» Il Comitato attacca il Comune

«La zona pedonale è ridotta a un fazzoletto, l’arredo urbano non ha un senso Un’opera a metà, spostando i panettoni di cemento torna tutto come prima»

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«Qual è la logica della nuova ztl? ». Con una lunga nota, il Comitato per Campiglia dice la sua sull’opera, analizzandone «la coerenza, gli scopi, la correttezza della composizione architettonica». La riqualificazione aveva lo scopo di «recuperare il ruolo originario di centro cittadino attraverso una nuova rilettura», che ha guidato l’idea dei progettisti. «In pratica – scrive il CxC – l’intervento è finalizzato a rendere esclusivamente pedonale poco più del 20% di via Indipendenza (circa mq. 800) e di progettare largo Sbarretti e il suo collegamento con via Indipendenza per altri mq. 800 circa. Tutto ciò è stato risolto, spostando una serie di “panettoni” in cemento per escludere il traffico da questa area e deviarlo verso via Trieste e via Fratelli Bandiera. Per la “riqualificazione” è stato proposto di aumentare il numero e le tipologie di arredi urbani”. Così, a panchine, lampioni, fioriere e colonnini, sono stati aggiunti poltrone e divani in ferro e legno, 3 pergolati in ferro e rampicanti, 4 totem in ferro e rampicanti, e sei sculture luminose (i papaveri): il tutto privo di relazioni – sottolinea – dato che si è sovrapposto una soluzione formale all’altra preesistente senza che esse siano minimamente coerenti». I pergolati e il salottino risultano estranei al tutto, secondo il CxC, e i totem non sono percepiti come significativi. «L’unica cosa che anche da lontano colpisce e incuriosisce – va avanti – sono le sculture luminose che effettivamente rappresentano un elemento “eccezionale” e in grado di evidenziare il centro. Il fatto però che le basi-sedute delle sculture non siano state realizzate, che i totem siano stati messi in posizione decentrata rispetto agli accessi e quindi non in grado di svolgere la loro funzione di segnale, che la parte pedonale sia ridotta a un fazzoletto, che non si è voluto buttare via nulla, dimostra che questa opera in fondo non la voleva nessuno; non la volevano i commercianti, e il Comune non ha avuto il coraggio di arrivare fino in fondo con scelte precise facendo in modo che spostando qualche “panettone” in cemento, tutto tornerà come prima». Poi passa a parlare di largo Sbarretti, che per il CxC continua a essere separato ed estraneo al centro di via Indipendenza. «Sarebbe bastato realizzare una pavimentazione unitaria nell’area pedonale e nello slargo per facilitare una percezione di unitarietà che oggi non esiste». E si augura che il Comune riesca a gestire questo spazio e a non far morire anche questa fontana, come tutte le altre presenti in paese. «Infatti il grande problema delle opere pubbliche è che se non viene prevista la corretta gestione e l’adeguata manutenzione, in tempi più o meno lunghi degradano; come si vede, per esempio, dallo stato di manutenzione della Rocca, sporca, al buio e inutilizzata». Infine, critiche anche fa riferimento all’opera pittorica dell’Accademia di belle arti di Firenze sulla parete di un magazzino: «Non si può fare a meno di fare una grande risata». —

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