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«Ministro, non perda tempo»

«Ministro, non perda tempo»

Lettera aperta delle rsu ex Lucchini a Luigi Di Maio: «Abbiamo il diritto ad avere un futuro»

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PIOMBINO. «Egregio Ministro, la vertenza della ex Lucchini di Piombino ci preoccupa molto».

Inizia così la lettera aperta che le rsu di Fim, Fiom e Uilm di Aferpi e Piombino Logistics hanno inviato nella giornata di ieri al ministro del Lavoro del governo gialloverde, Luigi Di Maio. Un’iniziativa con la quale i sindacati intendono portare la vertenza piombinese sul tavolo del nuovo governo.

«Come lei saprà – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – sono tanti, troppi anni che il nostro territorio è paralizzato da una profonda crisi, un territorio che traeva gran parte del proprio benessere dalla nostra fabbrica siderurgica, una storica fabbrica italiana fondata nel lontano 1864. La Ex Lucchini è stata, ed è tutt’oggi, l’unica produttrice di rotaie in Italia, un prodotto di altissima qualità che ha collegato l’intera Italia ed esportato in mezzo mondo».

Dalla chiusura dell’altoforno e dalla lenta ma inevitabile fermata di tutti gli impianti, la città ha subito un declino inesorabile, secondo le rsu.

«Nei mesi scorsi – scrivono – dopo che per tre anni l’illusione di poter ripartire è fallita per la conclamata incapacità e inadempienza di un imprenditore algerino, si è affacciata su Piombino e sulla nostra fabbrica una nuova opportunità grazie all’interesse manifestato dal gruppo siderurgico indiano Jindal».

Per questo motivo le rsu di Fim, Fiom e Uilm ritengono «fondamentale la sua presenza ai prossimi tavoli ministeriali, che già da tempo sono attivi per fare sì che al più presto si possa tornare a parlare a Piombino di lavoro – prosegue la lettera aperta delle rsu – Come rsu le chiediamo di essere quanto prima convocati per poter affrontare direttamente con lei le tematiche sopra citate, per poter contribuire a trovare le soluzioni ad una Vertenza che, a differenza di altre importanti vertenze nazionali, ha da sempre avuto il pieno sostegno ed il supporto di una città e di un intero territorio, della Regione e delle istituzioni locali».

I rappresentanti dei lavoratori vogliono richiamare l’attenzione del nuovo ministro del lavoro.

«I dipendenti della ex Lucchini e le loro famiglie hanno il diritto di avere una prospettiva futura, copertura sociale ed economica – scrivono i rappresentanti delle rsu – la nostra fabbrica e le maestranze dirette e dell’indotto che hanno sempre dimostrato senso di responsabilità, capacità e competenza, meritano tutto questo».

«Il nostro stabilimento – concludono le rsu nella lettera aperta inviata a Luigi Di Maio – attraverso le proprie produzioni, ha dato ricchezza all’intero paese Italia, quella ricchezza che solo tornando a colare acciaio potremmo dare ai nostri figli ed alle generazioni future. Ministro, per la città di Piombino oramai non c è più tempo da perdere, le chiediamo fin da subito di occuparsi in prima persona della nostra vertenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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