Il Tirreno

giommoni e le operE fuori piombino 

Il Comune che s’ispira a Le Corbusier

Il Comune che s’ispira a Le Corbusier

«A San Vincenzo due edifici dove si poteva arrivare solo a piedi»

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PIOMBINO. «Carlo Benassi è stato un grande interprete, sobrio, colto e non apprezzato per quanto si merita». Stefano Giommoni (anche) vicepresidente ordine degli architetti di Grosseto sta lavorando con Marco Del Francia (Baco) sull’organizzazione di un convegno dedicato all’architettura come arte moderna che rende parti delle città museo.

«Di Carlo Benassi – sottolinea Giommoni – segnalerei due opere fuori Piombino. La prima è il palazzo comunale di Follonica, edificio modernista, prescelto su una selezione concorsuale. Tra le prime costruzioni dirette dall’architetto Benassi, un edificio pubblico di ispirazione essenzialmente lecorbusierana, segnato dal portico sui pilotis di accesso e dalle fasce di finestre a nastro sulle facciate ai piani superiori. La seconda, un intervento residenziale a San Vincenzo, costituito da due edifici lineari contrapposti che presentano la classica combinazione di forme pure e semplici – aggiunge –, combinate con l’uso sapiente delle aperture e dei vuoti. Edifici che rispondono di più ai connotati delle opere “mature” di Benassi. In pieno periodo anni settanta/ottanta Carlo Benassi progettò questi due edifici ai quali si poteva arrivare solo a piedi, lasciando l’auto nei parcheggi riservati nella testata del lotto. Cose che al tempo si facevano solo nei paesi nord europei...». (c. c.)



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