Barbetti difende l’asfalto a Calamita
Il sindaco: «Intervento solo su un tratto di 2 km, con le buche e la polvere danni e disagi per i turisti
CAPOLIVERI. Barbetti non ci sta. E risponde alle critiche mosse da ambientalisti e in particolare da Legambiente in merito all’asfaltatura di un tratto di strada che porta alle miniere di Calamita. La panoramica che conduce i turisti nell’area ex mineraria del paese.«Una strada bianca - aveva scritto il Cigno Verde - carica di storia e leggenda. Diventata famosa in tutta Italia ed Europa per il trekker e ciclisti».
Insomma un vero monumento storico/paesaggistico/ambientale alla fatica umana ricoperto di bitume, mentre all’Elba si progettano iniziative di trasporti sostenibili, innovativi e si parla con sempre maggiore concretezza della Ciclopista Tirrenica. «Ricordo agli amici di Legambiente - pubblica sul suo profilo Fb Ruggero Barbetti - che negli anni ho sempre sostenuto la teoria che non solo lo sviluppo deve essere sostenibile, ma che anche la conservazione deve essere sostenibile. La realtà è che da anni non è più sostenibile conservare sterrata la strada che porta alle miniere di Calamita e di Ginevro. La quale si chiamerà probabilmente ’Strada dell’Amore magnetico’».
E il sindaco elenca le motivazioni. Dopo le centinaia di mila euro investiti negli anni per la sua manutenzione, nel periodo invernale la strada diventava impraticabile per le buche. D’estate poi era la polvere che si alzava a ogni passaggio di automezzi a farla da padrona, con disagi per camminatori, bikers e motociclisti. «Abbiamo deciso di asfaltare ulteriori 2 km - aggiunge il sindaco - per avvicinarci a quella che noi riteniamo una postazione strategica per godere delle miniere di Calamita e cioè il museo minerario e il vecchio Palazzo dove c’erano gli uffici, con una media annua di visitatori di 35mila persone. Nel promontorio di monte Calamita abbiamo costruito una rete di strade e sentieri, regolarmente mantenuti dai nostri volontari, per oltre 100 km, che è stata denominata Bike Park, usufruibile sia a piedi che in bici. Averne sottratto solo due non credo che sia un danno al nostro ambiente che cerchiamo di tutelare nel miglior modo possibile. Oggi dalla fine dell’asfalto fino alla miniera di Calamita rimangono ancora due chilometri di strada sterrata, mentre per quella di Ginevro ne servono ancora quattro. Penso che 6 chilometri di sterrato siano sufficienti a far capire ai turisti quanto fosse duro per i minatori raggiungere il posto di lavoro. Non abbiamo asfaltato la storia, ma ci siamo fatti carico negli anni di riportare la storia all’attenzione dei giovani capoliveresi prima e dei turisti dopo. Oltretutto, con la realizzazione di questo tratto asfaltato, riusciamo anche a chiudere l’anello della strada che va da Capoliveri e prosegue fino al Calone e che sarà anch’essa tutta asfaltata. In questo modo avremo un anello stradale fantastico di oltre 10 chilometri da utilizzare da coloro che usano anche la bicicletta da strada oltre la mountain bike. Infine ricordo - conclude Barbetti - che la Ciclovia Tirrenica è quasi tutta prevista su strade asfaltate».
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