Il Tirreno

Ferito da una coltellata durante un violento litigio

Ferito da una coltellata durante un violento litigio

Entrambi i protagonisti sono nigeriani: il feritore denunciato per lesioni aggravate L’episodio al Centro di accoglienza La Caravella, dove vivono 250 richiedenti asilo

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RIOTORTO. Un nigeriano richiedente asilo, ospite del centro dell’ex residence La Caravella a Torre Mozza, è finito all’ospedale dopo aver ricevuto una coltellata in una coscia durante il litigio con un connazionale. L’uomo ha perso sangue, ma il colpo è stato abbastanza superficiale: trasferito da un’ambulanza al pronto soccorso di Villamarina è stato giudicato guaribile in 10 giorni e, dopo le medicazioni, dimesso. Il suo feritore invece è stato denunciato per lesioni aggravate dai carabinieri, che hanno avviato un’indagine. Si parla di una coltellata, ma in realtà l’arma con cui è stato ferito l’uomo, un nigeriano trentenne così come il connazionale con cui ha litigato, non è stata trovata.

L’episodio è accaduto intorno alle 18,30 di sabato. Secondo una prima ricostruzione due ospiti del centro stavano discutendo in modo normale tra loro, quando una terza persona si è avvicinata cercando di entrare nella conversazione. Il suo arrivo però non è stato gradito, ne è nato un litigio sempre più violento fino alla coltellata.

La Caravella” di Torre Mozza è un Cas, cioè un Centro di accoglienza straordinario, in cui vivono circa 250 persone, tra uomini, che sono in maggioranza, donne e bambini. Il centro è gestito dalla Croce Rossa ed è uno dei tre centri di prima accoglienza presenti nel territorio piombinese, insieme a quelli, molto più piccoli, situati a Franciana e Guinzane, che ospitano, rispettivamente, all’incirca un quinto e un decimo delle persone che vivono alla Caravella.

Nel centro si studia l’italiano con lezioni gestite dagli insegnanti di Alma Mater. Per i pasti non c’è un servizio mensa, ma esiste un centro di distribuzione, ci sono inoltre un locale dove vengono smistati gli oggetti per i bambini e una lavanderia, uffici degli operatori, studi medici e infermieristici.

Alla Caravella non si ricordano episodi di violenza e nemmeno di particolari tensioni. Il problema principale, in quello come in altri luoghi del genere, resta quello delle lunghe attese, a volte di anni, per conoscere l’esito delle domande di protezione internazionale.



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