Il Tirreno

Via lo striscione alla Sol «Questione di decoro»

di Valeria Parrini

I vigili sequestrano la scritta di Camping cig sulla situazione industriale L’associazione accusa la giunta di aver voluto colpire una voce scomoda

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PIOMBINO. Era lì da una ventina di giorni. Ancorato alla recinzione della Sol. E non era certo il primo sistemato alla rotonda. E’ il primo, però, ad essere stato tolto e sequestrato dai vigili urbani.

Lo striscione del coordinamento Articolo 1 - Camping cig è stato rimosso. «Per una questione di decoro», hanno sostenuto in Comune, agganciando la decisione al regolamento in vigore.

I volontari dell’associazione non l’hanno presa bene.

«Avevamo chiesto l’autorizzazione alla Sol e fatta la comunicazione al Commissariato. Controllavamo puntulmente che non ci fossero problemi di stabilità. Proprio per evitarli, visti i 22 metri di lunghezza, avevamo potenziato il sistema di aggancio. Uno striscione fatto in tipografia. Niente di improvvisato», afferma Paolo Francini, cofondatore di Camping Cig.

L’associazione ha diramato una nota. Non ha dubbi. Quello del decoro sarebbe un alibi. A non piacere sarebbe stato lo slogan utilizzato: “La firma non vola se l’acciaio non cola”. «Intendendo con questo - si legge - che prima di accettare il nuovo accordo si debbano conoscere in maniera chiara i piani industriale e finanziario di Jindal e che prima di abbandonare la vigilanza ministeriale tali piani debbano concretizzarsi. Evidentemente certe questioni non devono essere poste».

Per l’associazione avrebbe vinto «la paura di turbare la nuova narrazione felice che piano piano si sta costruendo. Non se ne faccia una questione normativa in senso stretto. Ce ne sono di cose che non si potrebbero fare e vengono invece tollerate o sono state tollerate nello stesso luogo. Si vuole semplicemente colpire il dissenso».

Replica il sindaco, Massimo Giuliani: «Il regolamento di Polizia municipale - commenta - vieta l'affissione di striscioni e oggetti simili anche in spazi privati, in assenza di autorizzazione comunale. Nonostante questo, per quattro anni, Camping Cig ha potuto utilizzare gli spazi pubblici, anche adiacenti a monumenti importanti, per allestire gazebo, tende, fare iniziative, promuovere i propri messaggi, senza intralci. Anzi, il momento dell'occupazione della sala consiliare ha certamente rappresentato un'esperienza importante per dare visibilità alla lotta dei lavoratori, e non mi sembra sia mancata la collaborazione del Comune».

Stavolta Giuliani avrebbe deciso altrimenti in seguito a quelle che definisce «numerose sollecitazioni di cittadini» che lo avrebbero interrogato sull'opportunità di continuare a utilizzare la rotonda all'entrata di Piombino per quel tipo di messaggi, avanzando dei dubbi sull'immagine che ne può derivare, soprattutto in estate sull’unica strada di accesso.

Giuliani dice anche che la rimozione c’è stata dopo che Camping Cig era stato invitato dal Commissariato a togliere lo striscione. «E’ il momento di regolamentare l’area», chiude il sindaco. Prima, però, se la prende «con alcune parti politiche che insinuano il dubbio dei due pesi e due misure e strumentalizzano la vicenda».

Il riferimento è ai Cinque stelle per i quali è inaccettabile che a rimuovere lo striscione sia stata «la stessa amministrazione che giustamente ha accettato e condiviso che venissero esposti striscioni dei sindacati Aferpi e dei lavoratori di RiMateria sempre nello stesso luogo, o che venissero esposti striscioni di protesta al Rivellino e davanti al Comune. Sempre in difesa dei posti di lavoro».

«Se l'intento è quello di preservare il decoro della città, - proseguono - invitiamo gli assessori ad occuparsi di tutte quelle situazioni indecorose che quotidianamente osserviamo. Forti con i deboli e deboli con i forti? O più semplicemente - domandano - non conta il messaggio ma chi lo propone? Ogni forma di protesta, se portata avanti in modo civile e non violento, merita di essere rispettata».

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