Gioco
Ambulanze, i medici non ci sono Fumata nera al vertice di Livorno
Assicurato per ora solo il servizio sul versante di Portoferraio, mentre quello occidentale è scoperto Tra le cause il bando fatto in ritardo (a maggio) e piovono critiche per lo scarso impegno dei politici
PORTOFERRAIO. Due ambulanze delle associazioni del volontariato elbano messe dalla stazione operativa del 118 in stand-by 24 ore su 24, una per il versante orientale e l’altra per quello occidentale, naturalmente ambedue pagate dall’Azienda. In attesa che l’Asl riesca a reperire i medici con la qualifica dell’emergenza-urgenza, in grado di poter operare all’interno delle autovetture di pronto soccorso. Intanto Portoferraio continuerà a usufruire dell’apporto di quelle messe a disposizione dalla Misericordia, del Ss. Sacramento e della Croce Verde, secondo il cronoprogramma. È quanto è emerso dalla riunione tenutasi ieri nella tarda mattinata a Livorno. Era stata indetta da Paolo Tognarelli, direttore della centrale unificata del 118 di Pisa e Livorno, alla quale avevano preso parte Simone Meloni in rappresentanza della Misericordia e Paolo Magnani per la Croce Verde. È l’unico dato positivo che emerge. Viene ribadita la carenza di medici con tali qualifiche che possano sopperire al servizio. «La situazione era già difficile lo scorso anno – dice Gianni Donegaglia, direttore della Zona Distretto Elba dell’Asl –. Tuttavia in qualche modo siamo riusciti a risolvere il problema. Quest’anno invece il quadro si presenta assai più complicato. Per quanto ci riguarda però noi ce la metteremo tutta per garantire il servizio all’utenza elbana». La direzione sanitaria dell’Asl Toscana nord ovest aveva già comunicato la sera prima del’incontro a Livorno che al bando estivo pubblicato il 7 maggio scorso soltanto 2 medici avevano offerto la loro disponibilità esclusivamente per altre zone del territorio aziendale. Ben poca cosa per coprire le esigenze del territorio elbano. «Saranno percorse – concludeva il comunicato – tutte le strade possibili, vista anche la disponibilità degli operatori e di tutto il dipartimento di emergenza e urgenza che, come sempre, si sono sempre resi disponibili a collaborare per garantire la sicurezza a tutta la cittadinanza». Una corsa contro il tempo perché il servizio sanitario elbano non sia lasciato a se stesso soprattutto nel periodo in cui l’Elba ospita migliaia di villeggianti. «Tutto quello che poteva essere espletato dalle associazioni di volontariato come la nostra – afferma Simone Meloni, governatore della Misericordia – è stato fatto. Naturalmente il problema ci sta a cuore e noi ci impegneremo sempre al limite delle nostre forze e possibilità per far fronte a qualsiasi situazione che ci si possa parare davanti. Ma a questo punto è necessario che anche la politica faccia la sua parte. Mi auguro che nella Conferenza dei sindaci sia portato questo argomento e che si faccia qualcosa nella giusta direzione». «Noi ci attendiamo a questo punto – aggiunge Paolo Magnani – l’intervento dei primi cittadini perché è da loro, insieme con l’assessorato regionale alla Salute, che l’Elba si aspetta un gesto concreto».
E intanto a prendere la parola ci ha pensato Luigi Lanera, segretario di Fdi. Dopo aver criticato il fatto che un bando per reperire medici in estate non si deve promuovere a maggio, ma molto tempo prima, «mi chiedo – continua – come si possa reperire, in tre giorni, una task force e i medici necessari a una risposta sanitaria almeno decorosa per l’alta stagione. E ancora, come si può pensare di gravare ulteriormente sugli operatori elbani, ormai allo stremo, che da anni lavorano in sotto-organico, anche in inverno, pretendendo di far fronte a tale situazione ad oltranza? Con dispiacere devo anche segnalare la totale mancanza nella questione della politica elbana tutta. Non mi risulta – conclude – che nessuno stia chiedendo spiegazioni».
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