Il dolore
«Troppo care le tariffe delle navi»
Il presidente dei cronisti romani: «È un vero salasso per le famiglie»
PORTOFERRAIO. Troppo care le tariffe della compagnie di navigazione sulla tratta Portoferraio-Piombino. Lo afferma Romano Bartoloni, collega e presidente dei cronisti romani che dal 1956 approda ogni anno all’Elba per raggiungere Procchio. «Sono talmente rincarate – scrive - che gli esattori comunali, coalizzati nella Gat, hanno subìto una crisi di coscienza, rinviando all’anno prossimo l’aumento a ben 5 euro (record per le isole minori) della tassa di sbarco sulla testa di ogni turista, balzello ribattezzato tassa sulle vacanze perché colpisce nel colmo della stagione estiva senza fornire migliori servizi come impone la legge. I costi di un’ora di traversata sono eloquenti». E per avvalorare la sua tesi presenta il preventivo ufficiale online per il 30 giugno secondo il quale un’auto e 2 passeggeri da Piombino a Portoferraio con la Toremar si paga 103 euro. Moby 127 euro. Blu Navy 102. Corsica Ferry 144 euro.
E paragona questo listino con i prezzi dello stesso giorno su una tratta analoga, Napoli-Ischia. Per cui Caremar 89,70 euro. Medmar 98,40 euro. «A differenza dell’Elba – sottolinea - le tariffe ischitane si dimezzano in bassa stagione. Se poi si muove una famigliola di genitori con 2 figli ti prendono per il collo. Infatti Toremar 137 euro, Moby 165 euro, Corsica Ferry 193 euro. Le cifre sono destinate a raddoppiare o quasi se si aggiungono le spese del traghetto di ritorno. Ma non tutti i turisti hanno la sveglia al collo e sanno farsi i conti in tasca. A prezzi stracciati, ormai si viaggia in aereo da un capo all’altro del mondo per posti incantevoli».
E il presidente fa notare che è dal 1998 che una legge aiuta con sgravi fiscali e contributivi la marineria italiana non solo per sostenere i livelli di occupazione, ma anche per mantenere il sistema competitivo e contenere i costi. «Nella sostanza – continua - se paghi meno tasse per forza di legge, hai anche l’obbligo di moderare le tariffe per tutti, anche se è doveroso cominciare dai residenti come già si fa. Mai sfiorasse il dubbio – conclude - che il richiamo turistico possa essere favorito con una politica lungimirante dei prezzi, del fisco e dell’accoglienza, e con flotte di navi amiche che collaborino contro la piaga dei salassi».
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