Il Tirreno

«Impegni sull’occupazione nell’Accordo di programma»

«Impegni sull’occupazione nell’Accordo di programma»

I sindacati vogliono chiarezza nell’intesa che dovrà essere firmata da Jindal e istituzioni Domani nuovo round al Mise. Fim Fiom e Uilm chiedono di essere convocati all’incontro

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PIOMBINO. Nell’Accordo di programma su Aferpi, la cui firma è slittata ancora, con un nuovo incontro fissato per domani al Mise, ci deve essere un chiaro impegno al mantenimento dell’occupazione nelle sue attuali dimensioni.

È questa la richiesta dei sindacati, a cui se domani si arrivasse a un’intesa, non basterebbe un riferimento a quanto contenuto su questo tema nel “verbale d’incontro”, perché quello è un documento condiviso tra le parti, mentre nell’Accordo di programma gli impegni sono condivisi dalle istituzioni. E non si tratta affatto di un aspetto secondario.

Fim, Fiom e Uilm sono critiche anche sul loro mancato coinvolgimento in questa fase, decisiva per il completamento dell’operazione che dovrà portare Jindal alla definitiva acquisizione della ex Lucchini. Ma il problema principale resta appunto quello occupazionale.

Del resto il passaggio che dovrà rendere definitivo della ex Lucchini da Cevital al gruppo Jindal «aveva tre sospensive – ricorda il sindacato – la prima consisteva nel raggiungimento di un accordo sindacale, poi è risultato sufficiente un “verbale di incontro”, la seconda negli aggiustamenti all’interno dell’Accordo di programma e la terza nel parere positivo del Comitato di sorveglianza». Il sindacato, che cita anche l’urgenza di una conclusione della vicenda in tempi rapidi, preoccupato dall’uscita a breve del bando triennale per le rotaie delle Ferrovie dello Stato, ricorda di «aver fatto la propria parte, firmando il “verbale d’incontro” dove vengono riportate tutte le garanzie richieste, con l’obiettivo di rilanciare lo stabilimento nel più breve tempo possibile».

Fim, Fiom e Uilm citano poi «l’apertura, da parte del presidente Enrico Rossi, sulla presenza del sindacato alla firma dell’Accordo di programma “revisionato”. Purtroppo all’incontro di lunedì non siamo stati coinvolti e oggi registriamo il fatto che persistono ancora problematiche che faranno allungare i tempi».

Il riferimento è ad alcuni ritardi di Cevital nella presentazione di documenti necessari all’ottenimento delle concessioni portuali, all’approvazione del bilancio Cevital, prevista proprio per domani, a integrazioni del piano industriale che potrebbero rinviare la chiusura delle operazioni con Cevital al mese di luglio.

Fim, Fiom e Uilm spiegano quindi di aver chiesto di essere presenti come parte attiva in quei tavoli, «poiché a fronte della discussione in cui si parla anche di integrazioni che riguardano supporti pubblici per gli investimenti e concessioni portuali ultra decennali, dentro questo perimetro devono essere inserite tutte le “tutele necessarie al mantenimento e allo sviluppo di tutta l’occupazione attuale”, intesa come lavoratori sia diretti che dell’indotto. Queste nostre richieste e tali garanzie, chiediamo che vengano inserite con chiarezza nel nuovo Accordo di programma, visto che anche nell’ultimo incontro al Ministero hanno trovato la piena condivisione da chi rappresentava in quella riunione il Governo».

Così il sindacato chiede di essere presente domani al Mise «prima che questa fase determinante arrivi alla conclusione della trattativa», perché vuole avere «certezza che le garanzie richieste sull’occupazione e sullo sviluppo siano debitamente presenti negli accordi che si andranno a sottoscrivere».

Infine Fim, Fiom e Uilm ribadiscono «la necessità di un incontro politico urgente con Luigi Di Maio, in rappresentanza del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico». Questo perché strettamente collegata alla questione occupazionale ne resta aperta un’altra fondamentale, e cioè quella «degli ammortizzatori sociali, di cui chiediamo una copertura per tutti – conclude il sindacato – fintanto che il progetto industriale non sarà interamente realizzato, con un valore economico che deve rimanere quello dell’indennità attuale».(cloz)



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