Sicurezza
Rivellino, si riscoprono i due rifugi
Fondi stanziati per la piazza. Proposta di Vaccaro accolta dall’amministrazione
PIOMBINO. Dedalo con più di 40 rifugi – per mettere in salvo le persone dalle bombe, sotto la città. Storia e memoria – recente – ovunque, da riscoprire: al centro di progetti mai decollati per mancanza di finanziamenti, finora.
I lavori di recupero e restauro di piazza Verdi e piazza Cappelletti – già stanziati 760mila euro – faranno sì che diventino visitabili pure i rifugi sotto il Rivellino. «Primo approccio a proposito dei rifugi che attraversano la città sotto terra – ricorda Paolo Giomi, dell’ufficio tecnico del Comune, al Rivellino con l’assessore Claudio Capuano – nell’aprile scorso su iniziativa di Gianpiero Vaccaro e del consigliere del Movimento 5 Stelle Daniele Pasquinelli visitando il percorso sotto il Castello, con l’obiettivo di renderlo visitabile pur con diversi interventi da fare». I rifugi rimasti sotto Piombino sono appunto oltre una quarantina, compresi Castello, Rivellino, ex Ipsia, piazza Bovio, Palazzo Appiani, e rappresentano un valido esempio di “museo diffuso”.
E mentre si stava comunque lavorando sul rifugio del Castello ecco i due progetti di riqualificazione delle piazze del centro, coi cantieri al via.
«Ottima occasione per eseguire il recupero di una memoria nascosta, quella dei rifugi antiaerei realizzati sotto il Rivellino nella Seconda guerra mondiale» l’immediata proposta di Gianpiero Vaccaro 39 anni, formazione Iti, lavoro al porto industriale, da sempre appassionato di storia moderna: soprattutto del periodo che va dalla Prima alla Seconda guerra mondiale.
E pure dai sopralluoghi, esito subito positivo. «Renderemo visitabili questi rifugi sono fantastici e suggestivi» conferma l’assessore Capuano.
Dov’era l’ingresso? «Nell’ufficio lavori pubblici grazie anche a Silvia Tempestini abbiamo rintracciato planimetrie dov’erano indicati questi spazi con i relativi passaggi d’ingresso: sono due uno parallelo alle mura del Rivellino e uno a un livello diverso, con la galleria che lo attraversa». Se il rifugio laterale è una forma semicircolare con sedute, capace di ospitare circa 300 persone «più bello è il secondo rifugio – prosegue Giomi – col soffitto fatto a volte».
Dei rifugi Vaccaro ha già ricostruito gran parte delle variazioni nell’uso.
Si ricorda spesso che qualunque fortificazione ha passaggi segreti per recupero viveri o come via di fuga... nel caso la leggenda narra persino di un collegamento con la Villa della Baciocca in Cittadella. Comunque ci siamo: primi tasselli nel mosaico dei (nostri) ricordi dal Rivellino.
Cecilia Cecchi
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