Sicurezza
Napoleoni: «Sul canile l’accordo non c’è»
Il sindaco Giuliani aveva parlato di 33.500 di risarcimento. L’avvocato cita la presenza di spazi non autorizzati dall’ordinanza
PIOMBINO. Sabato scorso il sindaco Massimo Giuliani aveva dichiarato in un articolo del Tirreno come la storia del canile, con relativa causa avanzata nel 2015 dall’avvocato Alessandro Napoleoni contro il Comune (per le “immissioni intollerabili provenienti dalla struttura dei Macelli”), fosse ormai conclusa.
Da una parte con l’ordinanza del Tribunale di Livorno che, in via definitiva, si pronunciava a favore di Napoleoni ormai un anno fa, decretando di fatto lo spostamento del canile, individuato in una zona di Montegemoli (e in via di conclusione proprio in questi giorni); dall’altra con l’accordo conciliativo stabilito fra le parti nell’ambito della richiesta risarcitoria inoltrata da Napoleoni nei confronti del Comune «per danni alla salute, per il periodo antecedente l’insorgenza del contenzioso», come si legge nella delibera di giunta dello scorso 6 giugno. Delibera nella quale si fissa in termini economici la transazione: dagli 80mila euro chiesti da Napoleoni e moglie (proprietari dell’immobile alla Tolla, a due passi dal vecchio canile dei Macelli), si è arrivati a un indennizzo finale di 33. 500 euro. Un accordo e una cifra che il sindaco Giuliani aveva giudicato favorevole a entrambe le parti oltre che «un’ottima cosa e un punto d’arrivo» sulla questione canile. In realtà pare che il punto non sia proprio d’arrivo. L’accordo non sarebbe concluso e per una precisa motivazione, cioè i cani rimasti nel canile sanitario ai Macelli verrebbero tenuti in spazi non autorizzati dall’ordinanza del Tribunale di Livorno.
In questo senso, Napoleoni ha proposto all’amministrazione comunale un sopralluogo congiunto per risolvere la situazione. «La questione economica è assolutamente marginale rispetto alla questione sostanziale di fondo e cioè il rispetto dell’ordine impartito dall’Autorità Giudiziaria per la tutela del diritto alla salute di ogni residente nei pressi del canile “sanitario” – precisa l’avvocato Napoleoni, sentito telefonicamente – Già di per sé sarebbe utile capire quale utilità vi sia nel mantenere due strutture distinte (canile minimo a Montegemoli e canile sanitario ai Macelli) e quali siano le spese, necessariamente duplicate, per la gestione separata delle due strutture; spese che ovviamente ricadranno sulla comunità. Comunque, nonostante i ripetuti inviti, formali e non, affinché il Comune si facesse carico di controllare l’esatto adempimento, da parte del gestore Enpa, dei precetti contenuti nell’ordinanza cautelare circa il numero massimo dei cani e l’individuazione degli spazi così come autorizzati dal Tribunale di Livorno, la situazione non è risolta ed anzi presenta degli aspetti paradossali e denota un atteggiamento sostanzialmente provocatorio da parte dell’Ente gestore». «In ogni caso – conclude Alessandro Napoleoni – il sindaco sbaglia quando sui quotidiani afferma di avere definitivamente chiuso la vicenda, e sbaglia anche a rendere pubblici dei dati, seppur frettolosamente inseriti in una delibera di giunta, inerenti aspetti economici riservati quantomeno nella fase delle trattative che, ove non fosse stato ben compreso dal primo cittadino, non sono affatto concluse». Giuliani, contattato telefonicamente ieri pomeriggio, dichiara il proprio impegno nel chiarire la questione nelle prossime ore, dopo aver consultato il segretario generale del Comune.
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