Italia
Liquami e proteste in via Cervi
Pozzino rotto da un fulmine: «Intervento atteso per giorni e fatto male»
VENTURINA. «Un intervento atteso per giorni e oltretutto fatto male». Così parlano Luca Vallini e la sua compagna Dorota Czarnecka. Al centro delle loro lamentele la gestione del problema da parte di Asa, Comune e Casalp. È quest’ultimo ente che gestisce la palazzina dove è accaduto quanto segnalato, in via fratelli Cervi 18, a Venturina. Martedì pomeriggio della scorsa settimana, dopo un forte temporale, all’interno dell’area della palazzina è saltato un pozzino di liquame. Irrespirabile l’aria sia per chi abita al civico 18 che per le abitazioni vicine, costretti a stare per giorni con le finestre chiuse. «Noi siamo confinanti, siamo al numero 16 (al piano terreno) – spiegano Luca e Dorota - e dalla nostra cucina abbiamo visto il geyser di letame. Immediatamente abbiamo avvisato chi abita in quel condominio, e insieme a noi anche una famiglia di quel complesso si è attivata per risolvere la cosa. Hanno telefonato ad Asa, intervenuta la sera stessa ripulendo i pozzini che si trovano in strada, all’esterno della proprietà, lasciando perdere tutto il liquame uscito all’interno dell’area privata, dove dice di non poter intervenire». Intanto però il liquame si è sparso. Facile immaginare l’odore nauseabondo che ha investito l’area. E sono continuati altri tentativi di contattare chi potesse risolvere definitivamente il problema, pulendo e bonificando la zona. «Mercoledì mattina – raccontano – abbiamo fatto molteplici telefonate a Comune, Casalp, Asa e altri enti. E il venerdì è arrivata una ditta privata, che ha pulito e riempito sacchi di letame che però ha gettato nel contenitore Asa di fronte alle palazzine. Una bomba biologica!». Per il corretto conferimento dei rifiuti il Comune ha di recente emesso un’ordinanza severa e installato fototrappole vicino ai cassonetti in giro per il paese: le multe arrivano fino ai 500 euro. «La stessa ditta privata di venerdì – aggiungono – è poi arrivata anche sabato con la cisterna sciacquando il letame con acqua. Questa ditta era intervenuta il mercoledì (24 ore dopo l’esplosione del pozzetto) per aspirare il liquame. Avevano già provveduto a stendere il tubo ma dopo aver ricevuto una telefonata, non si sa da chi, hanno ritirato il tubo e se ne sono andati lasciandoci a respirare il liquame fino al venerdì. E avendo fatto il lavoro come è stato fatto, fino a domenica mattina abbiamo avuto un odore nauseabondo».
La coppia denuncia anche una situazione che li preoccupa non poco: «Ogni anno avvisiamo Casalp riguardo gli orti trascurati con erbacce e altro, confinanti con la nostra abitazione. L’anno scorso, a un metro dalla nostra entrata, c’è stato un incendio, che abbiamo iniziato a spegnere noi, poi sono arrivati i vigili del fuoco. Qualcuno deve intervenire, prima possibile».
Annalisa Mastellone
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