Il Tirreno

Oggi al Mise per l’accordo di programma

Oggi al Mise per l’accordo di programma

Intanto Usb e Camping cig chiedono garanzie sull’occupazione vincolate al cronoprogramma degli investimenti

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PIOMBINO. Il tavolo sull’accordo di programma si riunirà oggi alle 14,30 al Mise. Un tavolo tecnico, a cui parteciperà il sindaco Massimo Giuliani.

La volontà di arrivare alla firma entro il 21 resta anche se il tempo incalza e gli argomenti da affrontare sono diversi.

Intanto il verbale d’incontro tra gruppo e sindacati sottoscritto nella riunione precedente, presentato ai lavoratori nell’assemblea al Centro giovani, non convince Usb. Che parla di scarsa partecipazione e, per questo, pone interrogativi sulla rappresentatività delle sigle confederali.

«In platea abbiamo percepito attenzione, preoccupazione ma anche tanta speranza di ritornare al lavoro rapidamente. La realtà - afferma Usb - temiamo sia un’altra. Il primo scoglio è arrivare al 2019. Il secondo, far ripartire il lavoro per tutti. Inaccettabile che si parta con 705 lavoratori lasciando gli altri ad un “poi vedremo”. Se Jindal vuole entrare in Europa e crede al progetto Piombino, visti tutti i sacrifici fatti dai lavoratori, deve partire subito con almeno due laminatoi e contratti di solidarietà, anche nuova. Basterebbe che l’azienda garantisse 10 giorni di lavoro per tutti. Quindi, treni di laminazione a pieno ritmo e da subito, inizio della costruzione del forno elettrico e dell'acciaieria. Altrimenti, - prosegue Usb - dovremo subire solo esuberi, perché i lavoratori lasciati soli per molti altri anni non potranno reggere. Devono avere occupazione e solo i contratti di solidarietà possono tenere tutti dentro. Al di fuori di questo, saremmo di fronte solo a propaganda politica e sindacale come quella al Mise l’ultima volta. Aspettiamo risposte dal governo e poi referendum tra tutti i lavoratori».

Il coordinamento Articolo 1-Camping cig si riunirà domani per valutare il verbale dell’incontro. Quella espressa da Paolo Francini è una posizione personale.

«Quel verbale rischia di essere giù un preaccordo. In alcune parti condivisibile. Quello che manca sono i “paletti” per il lavoro. Si parla di investimenti per uno due o tre forni, e per 4 laminatoi. Se Jindal fa questo, saremmo quasi tutti dentro. Ma serve più chiarezza sull’occupazione. Per questo credo sia importante un cronoprogramma, scandito da step per valutarne il rispetto in mancanza del quale applicare penali in termini di finanziamenti e di concessioni. S così fosse, sarei più fiducioso».

«Ricordiamo - prosegue Francini - che già abbiamo regalato il 30% di salario a Rebrab. La certezza di tornare al lavoro e garanzie analoghe per l’indotto sono un elemento indispensabile per valutare la serietà delle intenzioni».

Per il cofondatore di Camping cig, fondamentale è il controllo dello Stato. «Il commissario - chiude - è previsto solo fino al 2020 ma il completamento degli investimenti va oltre. Deve coincidere, invece, con il mantenimento della presenza dello Stato anche per il problema della sicurezza».

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