Il Tirreno

Così l’arte si ferma a largo Sbarretti

di Annalisa Mastellone
Così l’arte si ferma a largo Sbarretti

Con la nuova ztl inaugurata anche l’opera muraria che gli studenti dell’Accademia di Firenze hanno realizzato a Venturina

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VENTURINA. Da venerdì mattina, giorno dell’inaugurazione del nuovo centro cittadino, è possibile ammirare la nuova opera muraria che l’Accademia di belle arti di Firenze ha realizzato per Venturina. L’affresco, eseguito su pannelli di pvc, è stato installato in largo Sbarretti, commissionato per dare risalto al nuovo volto di quell’area, seguendo il progetto di restyling con cui l’amministrazione mira a fare della piazza un punto di incontro e di socializzazione. Anche per eventi e iniziative all’aperto.

«Un piccolo salotto-teatrino – ha detto la sindaca Soffritti al taglio del nastro –. Per questo, insieme alla fontana che richiama la nostra identità di paese termale, e le sedute rivolte verso l’affresco, nel dipinto ci sono figure classiche del teatro e della commedia dell’arte, senza dimenticare sullo sfondo di riportare elementi del nostro territorio, il fiume, la collina, la Rocca di San Silvestro in lontananza». Il dipinto in largo Sbarretti misura 8 per 2, 8 metri, ed è stato realizzato dagli studenti della scuola di pittura dell’Accademia di belle arti, allievi d1 Saverio Calogero Vinciguerra: Valentina Luzzi, Irene Lombardi, Lucìa Munez, Oriente Maria Plazzi Marzotto, Lorenzo Tonda. La scena si divide in due parti distinte ma comunicanti. «Da una parte – precisano – spicca il gruppo scultoreo composto da Apollo al centro, guida delle Muse, che sono Thalia sulla sinistra e Melpomeme sulla destra rispettivamente muse di commedia e tragedia, riconoscibili attraverso le maschere che portano in braccio. La scena sulla destra del dipinto rappresenta invece un gruppo danzante con i personaggi della commedia dell’arte, ovvero Arlecchina, Arlecchino, Colombina, Pulcinella e Brighella. Questo gruppo rappresenta il teatro popolare, quello alla portata di tutti, a contrasto col gruppo scultoreo che rappresenta il teatro classico. I personaggi sono collocati all’interno di un paesaggio di ispirazione locale caratterizzato dalla presenza della Rocca di San Silvestro in alto a destra». Soggetti, questi rappresentati in funzione degli eventi culturali e teatrali che potranno essere programmati per largo Sbarretti. Orgoglioso il professor Vinciguerra: «L’iconografia del dipinto – spiega – si vuole allacciare alla tradizione mediterranea del teatro, rappresentato sia nella veste “cristallizzata”, nel monumento-allegoria rappresentante le muse e Apollo in primo piano, sia nel teatro come pratica che si fonde e si confonde con la vita vissuta, testimoniato dalle figure della commedia dell’arte in secondo piano, la cui recitazione sul palco dell’esistenza non si interrompe mai». Vinciguerra parla dell’impegno dei ragazzi e delle opportunità di lavorare a opere del genere: «La realizzazione del dipinto – aggiunge – è stata ulteriore occasione per gli iscritti al corso di pittura, di mettere in pratica le conoscenze acquisite all’Accademia. Istituto che ancora una volta si mostra capace di formare figure professionali dotate di competenze spendibili e ricercate nel mondo dell’arte, come dimostra la pluriennale collaborazione con Campiglia, modello virtuoso di ente pubblico che avvalendosi da anni dei giovani competenti e pieni di entusiasmo dell’Accademia, ha potuto arricchire la cittadina di opere d’arte che sono diventate d’interesse turistico e distintive del territorio».



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