Il Tirreno

«Renderemo visitabili i rifugi sotto il Rivellino»

«Renderemo visitabili i rifugi sotto il Rivellino»

La proposta di Gianpiero Vaccaro raccolta dall’assessore Claudio Capuano Realizzati nel 1942 con due uscite principali, potevano contenere 300 persone

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «I prossimi lavori di valorizzazione della piazza Verdi possono essere un’ottima occasione per eseguire anche il recupero di una memoria nascosta, quella dei rifugi antiaerei realizzati nella seconda guerra mondiale sotto il Rivellino».

La proposta è Gianpiero Vaccaro, storico locale, ed è stata seguita nelle scorse settimane da sopralluoghi a cui hanno partecipato tecnici del Comune e volontari del Quartiere Porta a Terra. Sopralluoghi che hanno dato esito positivo, secondo la dichiarazione dell’assessore Claudio Capuano: «Renderemo visitabili questi rifugi. Sono fantastici e suggestivi».

Luoghi suggestivi così come la loro storia. «Il Rivellino – spiega Vaccaro – struttura militare simbolo della nostra città, nasconde ancora delle sorprese. Al pari del resto delle mura, anticamente era circondato da un profondo fossato difensivo oggi del tutto scomparso. Con l’avvento dell’età moderna e dell’industrializzazione, le mura difensive, ormai obsolete, divennero di intralcio all’espansione della città. Sotto la spinta dell’incremento demografico e della drammatica crisi degli alloggi, lunghi tratti delle antiche fortificazioni furono abbattute e il fossato, ormai inutile, fu riempito di detriti».

Ma il fossato tornò utile nella seconda guerra mondiale, «quando l’ufficio tecnico del Comune, guidato dall’ingegner Aulo Niccolini – racconta Vaccaro – si trovò nella disperata necessità di provvedere il più rapidamente possibile alla costruzione di un numero sempre più alto di rifugi antiaerei di fortuna. L’esistenza dell’antico fossato sotto la base del Rivellino suggerì di sfruttare la situazione. A partire dal 1942 fu ricavata, seguendo la caratteristica curvatura del fortilizio, una galleria semicircolare capace di ricoverare 300 persone, dotata di due uscite principali (piazza Verdi e piazza Engels) e due pozzi di emergenza che fungevano anche da prese d’aria. Era il rifugio XVI. Tornata la pace e messo alle spalle il triste periodo delle incursioni aeree, gli accessi furono murati e la galleria, pian piano, è caduta nell’oblìo».

Da qui la proposta di Vaccaro, secondo cui «con opportuni interventi di messa in sicurezza, la galleria potrebbe essere riaperta a visite guidate, coniugando la storia contemporanea all’archeologia: le circostanze particolari in cui fu costruito il rifugio permettono infatti di poter osservare la parte “sommersa” del Rivellino, fino ai basamenti murari del XV Secolo. In una Piombino che vuol ampliare la sua offerta turistica e culturale – è la conclusione – il futuro può arrivare anche dalla riscoperta di un passato antico, carico di echi e suggestioni, sepolto sotto il cuore della città».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa