Il Tirreno

Il Comune risarcisce l’avvocato Napoleoni per i disagi del canile

di Francesca Lenzi
Il Comune risarcisce l’avvocato Napoleoni per i disagi del canile

Rispetto alla richiesta di 80mila euro trovato un accordo sulla cifra di 33.500. Giuliani: «Questione finalmente chiusa»

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PIOMBINO. Mentre si avvia alla conclusione l’intervento di realizzazione del nuovo canile di Montegemoli (per giovedì prossimo è previsto un sopralluogo con le associazioni animaliste) si è aperto, e risolto – a quanto pare – anche un altro capitolo attorno alla causa (sulle “immissioni intollerabili provenienti dal canile”) avanzata dall’avvocato Alessandro Napoleoni, contro il Comune, nel giugno 2015 e terminata definitivamente un anno fa a favore del legale che nel 2012 comprò casa alla Tolla, a due passi dal vecchio canile dei Macelli. Le conseguenze del procedimento sono cosa nota con l’obbligo rivolto all’amministrazione comunale di trasferire «i cani eccedenti il numero di cinque» entro 8 giorni.

Tempistica, come prevedibile non rispettata dal Comune che, a ogni modo, ha spostato entro agosto quasi tutti gli animali (ad eccezione di quelli non trasportabili) in una struttura privata di Campagnatico dove si trovano tutt’ora, in attesa dell’apertura del nuovo canile minimo di Montegemoli.

Storia chiusa quindi? No, perché nel frattempo al Comune è arrivata una richiesta risarcitoria, com’è possibile leggere nella delibera del 6 giugno scorso. Delibera che come oggetto ha l’accordo conciliativo nell’ambito del procedimento di negoziazione assistita fra Comune e Napoleoni. Andiamo con ordine. Nell’atto, dopo una sorta di cronistoria sulla causa avanzata da Napoleoni con relativa procedura per delocalizzare il canile comunale in altra zona, si legge: «I proprietari dell’immobile, dopo la pronuncia del giudice sul procedimento cautelare hanno inteso avanzare anche pretese risarcitorie per il periodo antecedente l’insorgenza del contenzioso, ancorando il periodo di riferimento alla data d’inizio della loro residenza nell’immobile. Il tutto sulla scorta di una corrispondenza da cui si prefigura un possibile nuovo contenzioso». Richiesta fissata nell’ordine di 40mila euro a testa (Napoleoni e moglie, proprietari dell’immobile), per un totale quindi di 80mila euro per «danni alla salute che sarebbero stati loro provocati dall’esposizione alle immissioni acustiche provenienti dal canile municipale». Andando avanti si parla del Comune che «ha ritenuto aderire all’invito anche per non incorrere nella responsabilità aggravata dalla mancata risposta o rifiuto dell’atto all’invito di negoziazione», prendendo altresì «atto che nel corso dello svolgimento della negoziazione tra i legali delle due parti è emersa una volontà conciliativa testa a evitare il perdurare del contenzioso in sede civile a fronte del riconoscimento di un indennizzo stabilito in 33.500 euro, con la rinuncia a ulteriori azioni e pretese risarcitorie». «Nell’ambito della pregiudiziale, è stata la controparte per prima a voler trovare un accordo e il dialogo ha portato a una soluzione che è inferiore del 50% alla richiesta iniziale – afferma il sindaco Massimo Giuliani –. Credo che sia, perciò, un buon punto di arrivo. Abbiamo ovviamente ascoltato i nostri legali, chiesto ulteriori conferme, e credo, come sindaco, di aver agito in maniera giusta, mettendo finalmente un punto a questa storia, con una transazione favorevole a entrambe le parti. Abbiamo spostato il canile – prosegue Giuliani – e cominciamo a mettere le basi ferme su una questione importante e particolarmente sentita dai cittadini. E ripeto, la transazione è un’ottima cosa e un punto d’arrivo».



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