Sicurezza
I lavoratori Aferpi sollecitano un’accelerazione
Toni preoccupati durante l’assemblea al Centro giovani lunedì nuovo incontro al Mise sull’accordo di programma
PIOMBINO. Un’altra assemblea non appena saranno più chiari gli elementi che ancora mancano per formulare un giudizio compiuto. Senza escludere l’eventualità di un referendum.
E’ terminato con questo impegno delle 4 sigle sindacali l’incontro dei lavoratori Aferpi al Centro giovani. Oltre un centinaio di presenti, pochi interventi. E preoccupazione tangibile sui tempi e le difficoltà prevedibili nel rispettare l’obiettivo del 21 giugno per la firma conclusiva con Jsw. Tanto più importante perchè è alle porte il bando triennale di Ferrovie dello stato per l’acquisto di rotaie.
Forte la preoccupazione dei lavoratori dell’indotto, già tagliati fuori. Ed anche per quelle dieci ore di riunione martedì al Mise col gruppo indiano, terminate con un verbale illustrato dai sindacati ma non reso pubblico integralmente. Disponibile comunque - è stato detto - nelle sedi di Fim, Fiom, Uilm e Ugl e al consiglio di fabbrica.
La sola tessera, questa del verbale sindacale, andata per il momento al suo posto in un mosaico complesso, da cui mancano ancora garanzie sull’attivazione di ammortizzatori sociali sufficienti a raggiungere il completo avviamento al lavoro di tutti.
Un tasto particolarmente battuto è stato quel percorso dell’accordo di programma. C’è da capire, è stato evidenziato, se, a fronte degli impegni in termini di risorse pubbliche e delle concessioni portuali, sarà mantenuta e integrata l’occupazione. Un incontro istituzionale con Jsw è in agenda per lunedì al Ministero dello sviluppo economico.
I sindacati hanno ricordato che, pur giudicando «un passo in avanti» il contenuto del verbale, in cui sono presenti gli impegni presi dalla società indiana sul mantenimento dei livelli occupazionali, condizionati però «all’effettiva disponibilità degli strumenti d’integrazione richiesti», aveva rimandato la firma al momento in cui ci sarà un’intesa sul nuovo Accordo di programma. E a quando sarà chiaro, appunto, quali saranno gli strumenti di protezione sociale per affrontare il lungo percorso che dovrà portare alla ripresa produttiva dello stabilimento.
Tutti elementi, inclusa la proroga del commissariamento per altri due anni a far data dalla chiusura del passaggio tra Aferpi e Jindal, che chiamano in causa direttamente il nuovo ministro in carica Luigi Di Maio a cui le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un incontro urgente.
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