Il Tirreno

Una nuova vita per l’ex circolino

di Claudia Guarino
Una nuova vita per l’ex circolino

Il Teatro dell’Aglio pronto alla riqualificazione ma solo dopo che il bene sarà messo sotto tutela

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PIOMBINO. Un’analisi storica basata su materiale d’archivio, per dimostrare l’importanza che, in passato, il circolino ex acciaierie ha ricoperto come luogo di aggregazione e di socialità. Cosicché la struttura di Piombino possa diventare bene culturale pubblico da tutelare e, come tale, un luogo da non poter demolire. L’idea e le conseguenti azioni miranti al raggiungimento dello scopo sono portate avanti dall’associazione Nuovo Teatro dell’Aglio che, qualche mese fa, ha presentato al Comune un progetto per la riqualificazione del circolino.

Quest’ultimo, da una decina di anni circa, versa infatti in stato d’abbandono, con rifiuti ed erbacce che circondano un edificio ormai vistosamente sottoposto all’azione distruttiva delle intemperie. Il tetto del salone è ridotto in pessime condizioni e l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano, a gennaio di quest’anno, aveva quantificato in un milione di euro il costo per il recupero dell’intera struttura. Il Nuovo Teatro dell’Aglio aveva dunque pensato alla possibilità di una raccolta fondi tramite crowdfunding per poterne finanziare la riqualificazione.

L’assessore alla cultura Paola Pellegrini, in quell’occasione, disse che «finalmente c’è un interlocutore con un progetto che sta diventando interessante. Adesso è necessario esaminare tutti i documenti e la proposta per arrivare a una firma dell’accordo di cessione d’uso del circolino. Il Teatro dell’Aglio potrebbe coordinare altre associazioni culturali, recuperando importanti spazi dove l’amministrazione avrà sempre e comunque voce in capitolo». Per il momento, tuttavia, la raccolta fondi non è stata avviata, perché «stiamo lavorando a una ricerca sul ruolo e le funzioni che hanno connotato, storicamente, il circolino ex acciaierie – dice Maurizio Canovaro, presidente dell’associazione Nuovo Teatro dell’Aglio – Una volta terminata, questa analisi sarà consegnata al Comune e alla Soprintendenza, sperando che la struttura possa essere riconosciuta come bene culturale pubblico. Avremmo voluto muoverci con più rapidità, ma abbiamo tante attività da gestire e non siamo riusciti ad agire più velocemente».

Il Teatro dell’Aglio ha dunque provveduto a scavare nell’archivio storico del Comune e ad analizzare gli atti degli uffici tecnici, per ricostruire la storia della struttura e per delineare il ruolo che in passato ha ricoperto all’interno della vita cittadina. «Purtroppo non abbiamo potuto consultare tutti i documenti, perché alcuni di essi sono conservati all’interno delle acciaierie. Abbiamo comunque scoperto che l’edificio è stato costruito nel 1951 – dice Canovaro – e che è stato, per diverso tempo, il fulcro della vita piombinese. Un luogo d’aggregazione importante, il circolino, al quale vorremmo fosse riconosciuta la funzione storica di centro culturale».

Per questo l’associazione sta procedendo con la ricerca negli archivi. Per portare a termine una relazione «che possa mostrare l’importanza del circolino ex acciaierie. Vorremmo, insomma, verificare con la Soprintendenza se ci sono gli estremi per farlo diventare bene culturale pubblico, cosicché non sia demolito e in modo tale che si possano aprire nuove modalità di finanziamento, compreso il crowdfunding».

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