Lutto
Benvenute tartarughe Costa pattugliata e nido “sotto scorta”
Summit a San Vincenzo per organizzare i turni di sorveglianza Luana Papetti (Tartamare): «Incubazione tra i 45 e i 60 giorni»
SAN VINCENZO. Tartarughine crescono nell’incubatrice di Rimigliano. Giorno 4: in sede delegazione di spiaggia di San Vincenzo la riunione di coordinamento indetta dall’Osservatorio toscano per la biodiversità per organizzare i volontari che presidieranno il nido trovato grazie alla segnalazione di un turista al Wwf (da subito in tandem con rappresentanti dell’Osservatorio, attraverso l’associazione Tartamare).
Già di prima mattina a “sezionare” la spiaggia anche per verificare la presenza di altri nidi per il Wwf Giovanni Bottausci e Silvia Ghignoli, per Tartamare Clarissa Nigiotti («ero sulla battigia quando sono nati i piccoli all’Elba tartarughe di 4 centimetri con le zampe più grandi di tutto che annaspano verso l’acqua... saremo, siamo anche qui» dice subito).
All’incontro di San Vincenzo il sindaco Alessabdro Bandini, rappresentanti di Arpat, della delegazione di spiaggia, dell’Università di Siena, di Ispra Livorno, insieme alle associazioni Wwf (Michele Bacci), Tartamare (Luana Papetti) e Parchi Val di Cornia. Finita l’organizzazione dei turni di sorveglianza h24 tutti nel tratto naturista scelto dalla mamma tartaruga. «Zona poco frequentata e senza stabilimenti balneari a ridosso della duna e a circa 28 metri dalla battigia – spiega Luana Papetti (Tartamare) –. Questo di Rimigliano è tra i primi nidi d’Italia, ne è stato certificato solo un altro in Sicilia».
Persino la sabbia è ormai controllata costantemente con un termometro: per misurare la temperatura sia in superficie che in profondità. «C’è una temperatura cardine di 27 gradi, come per tutti i rettili – aggiunge Papetti – che fa evolvere la nidiata in modo diverso: più di 27 gradi per la maggioranza sono femmine. Chiunque voglia darci una mano può scrivere alla mail info@tartamare. org; insieme al Wwf gireremo tutti i contatti alla capitaneria che cura il calendario dei turni». Ma quando nasceranno? «L’incubazione è variabile – risponde Papetti – mediamente tra i 45 ed i 60 giorni e quindi, se tutto andrà bene, potremmo assistere alla nascita di altre piccole tartarughe toscane, mediamente tra 70 e 100 nei primi giorni di agosto». Per i preparativi, la riunione di ieri mattina ha, appunto, definito i dettagli e tutte le operazioni tecniche da parte degli esperti, tali da custodire il nido nelle condizioni migliori (temperatura, sabbia, stato delle spiaggia) e in sicurezza. C’è già una doppia rete di protezione e una griglia di metallo anti-cinghiali. Verranno seguiti, da Arpat e dall’Osservatorio toscano biodiversità, incontri di formazione per preparare i volontari all’evento della schiusa e fornire informazioni a tutti i turisti e cittadini riguardo a quanto sta accadendo a Rimigliano. «Per il quinto anno consecutivo – commentano dall’Osservatorio – esemplari di caretta caretta hanno deciso di provare ancora a nidificare qui, nella parte meridionale del Santuario dei cetacei con grande soddisfazione e sorpresa per tutti».
«Dal Wwf Italia – ricordano Bottausci e Ghignoli – riceveremo materiale da distribuire nei campeggi, importante informare il più possibile. Come ha già ricordato dal vicepresidente provinciale Gualerci, non ringrazieremo mai abbastanza il turista pisano Andrea Nardi per la segnalazione. E sempre domenica sera un diportista ci ha inviato una ripresa video, che dopo le necessarie verifiche ci ha fatto vedere proprio la nostra mamma tartaruga che si allontana da qui...». Dal 2013 le tartarughe stanno dimostrando di amare la Toscana (2013, nido a Scarlino e fino all’eccezionale nidiata del 2017 a Marina di Campo): più che ospiti eccellenti, padrone di casa che meritano massimo rispetto e accoglienza.
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