Il dolore
Posate e piatti in materiali sostenibili
Nuove norme per fronteggiare il prima possibile una delle più gravi emergenze ambientali globali
PORTOFERRAIO. La Commissione Europea ha proposto nuove orme per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.
L’insieme di questi prodotti infatti rappresentano il 70% dei rifiuti marini e il progetto di direttiva sulla riduzione dell’inquinamento da plastica è il primo passo per contrastare il “marine litter”, una delle più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici e più in generale per ridurre gli impatti che l’uso non responsabile di questo materiale causa all’ambiente.
Le misure previste sono diverse a seconda dei diversi prodotti. Dopo le iniziative sulle borse di plastica, l’Unione Europea ha introdotto nuove regole che prevedono il divieto di commercializzare determinati articoli di plastica “dove esistano alternativa facilmente disponibili ed economicamente accessibili”.
Il divieto si applicherà, tra le altre cose, a bastoncini cotonati, posate, piatti e cannucce che dovranno essere fabbricati in materiai sostenibili.
Gli stati membri dovranno inoltre ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze in plastica. Entro il 2025 le nazioni dell’unione dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, introducendo sistemi di cauzione – deposito.
È previsto anche che alcuni prodotti debbano avere un’etichetta chiara e standardizzata che indichi come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull’ambiente e la presenza di plastica. Secondo il presidente di Legambiente Stefano Ciafani «non tutte le misure affrontano i problemi alla radice, in quanto mancano norme sui bicchieri di plastica usa e getta e sull’eliminazione di sostanze tossiche».
Chiama quindi in causa il Parlamento e il Consiglio perché mettano in atto «obiettivi concreti e attuabili nel breve periodo per andare oltre la plastica monouso e per alimentare sempre di più il modello di economia circolare europeo con la gestione dei rifiuti plastici».
L’Italia è stata la prima a mettere al bando gli shopper di plastica i cotton fioc non biodegradabili e le microplastiche nei cosmetici.
«Ora è importante – continua Ciafani – che l’Europa faccia fronte comune. Chiediamo al Parlamento europeo e ai ministri che nei prossimi mesi discuteranno queste norme di mettere in atto obiettivi ancora più stringenti, prevedendo una revisione intermedia non dopo sei, ma dopo tre anni dall’entrata in vigore in modo da garantire un’applicazione più efficace».
Il problema secondo Legambiente deve essere affrontato quanto prima, visto che nel suo ultimo rapporto sulle spiagge italiane risulta che il 31% dei rifiuti censiti è stato creato per essere gettato immediatamente o poco dopo il suo utilizzo. I rifiuti plastici usa e getta sono stati ritrovati nel 95% delle spiagge monitorate «a dimostrazione – terminano gli ambientalisti – della gravità del problema». (a. d.)
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