Il Tirreno

«Ministro Di Maio, fermi subito i giochi»

Lettera aperta di Camping cig: sulla ex Lucchini si sta ripetendo l’errore già fatto con Cevital

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PIOMBINO. Camping cig con una lettera aperta a Luigi Di Maio, chiedono al neoministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, esortandolo sulla vicenda Jindal « a fermare subito i giochi” e ad entrare in prima persona rapidamente nel merito della vicenda, se si vuole evitare di trovarci tutti, a cose fatte, con una polpetta avvelenata, letale per noi, per la nostra città, per il suo Governo, e per il Paese».

Per l’associazione «si sta tentando di concludere una complessa e delicata partita senza che i lavoratori, i cittadini e loro rappresentanti sindacali e istituzionali siano messi in grado di esaminare dettagliatamente il piano industriale dell’impresa, sul quale devono necessariamente fondarsi i successivi accordo sindacale e Accordo di programma. Il ministro Calenda, in una sua visita a Piombino a febbraio 2018, promise che non avrebbe dato il suo assenso al subentro della nuova multinazionale, se non vi fosse stata prima la possibilità di esaminare approfonditamente un piano industriale esauriente e che sarebbe venuto a Piombino a discuterne pubblicamente con lavoratori e cittadini. Così non è stato. Si sta cioè ripetendo lo stesso drammatico errore già commesso quando lo stabilimento fu svenduto a Cevital praticamente su vaghe promesse, senza impegni precisi e senza vincoli cronologici tassativi che prevedessero penali efficaci in caso di inadempienza».

Così Camping cig, nell’esortare il ministro Di Maio «ad accettare il nostro invito» pone in particolare cinque punti all’attenzione del leader dei 5 Stelle, ritenuti «ineludibili».

Al primo punto Campig cig mette la richiesta di « obbligare l’azienda a fornire tempestivamente un completo e dettagliato piano industriale e finanziario da mettere a disposizione di tutte le componenti istituzionali, sindacali e associative in campo».

Poi appunto viene chiesto a Di Maio di «assicurare tempestivamente la sua presenza in Piombino per un confronto ampio e partecipato sul piano industriale e sul successivo e conseguente Accordo di programma».

Quindi al terzo punto «la verifica che negli accordi siano inserite clausole precise e cadenzate, efficaci e rigorose di penali cui l’imprenditore debba sottostare in caso di inadempienza agli accordi».

Poi viene chiesto a Di Maio di «assicurare la prosecuzione della sorveglianza ministeriale per l’intero periodo necessario alla realizzazione del Piano, anche aumentando le quote di partecipazione pubblica al capitale, pronti anche alla temporanea gestione totalmente pubblica in caso di inadempienze gravi».

Infine c’è la richiesta «di assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali nel settore siderurgico piombinese e nel suo indotto, garantendo anche la prosecuzione degli ammortizzatori sociali con copertura economica pari a quella già in essere, per tutto il periodo necessario alla realizzazione dell’intero programma di rilancio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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