Gioco
«Mio padre vedrebbe solo industrie in dismissione, io vedo la fabbrica oltre la fabbrica»
«Oggi mio padre – dice Alberto Prunetti parlando di babbo Renato operaio – vedrebbe fabbriche in dismissione, semi abbandonate, dalla manutenzione complessa, mentre quelle che conosceva lui erano...
«Oggi mio padre – dice Alberto Prunetti parlando di babbo Renato operaio – vedrebbe fabbriche in dismissione, semi abbandonate, dalla manutenzione complessa, mentre quelle che conosceva lui erano recenti perché costruite negli anni Sessanta. Io invece vedo la fabbrica oltre la fabbrica: ad esempio nei centri commerciali, dove si lavora con tempi e modi di un nuovo taylorismo». Sul cambiamento del mondo operaio rispetto a ieri Prunetti afferma: «È cambiato tutto e in peggio. C’è meno solidarietà, gli operai sono usciti dalla centralità del discorso sul mondo del lavoro, sono sotto attacco. I diritti conquistati con anni di dure lotte sono stati smantellati dai primi anni ottanta fino a ieri e c’è anche meno sicurezza, checché se ne dica, perché i lavoratori sono più ricattabili e quindi non possono rifiutarsi di compiere lavori pericolosi. Ogni giorno muoiono almeno tre lavoratori in Italia. La maggior parte sono operai e si dovrebbe parlare del fatto che molti di loro lavorano fuori dall’industria, nella logistica, nei servizi e addirittura nella ristorazione: ma il discorso sarebbe lungo». A proposito di sicurezza in fabbrica, che rapporto ha con l’Associazione Ruggero Toffolutti che da vent’anni combatte proprio per questo? «Un rapporto di amicizia, anche se non vi faccio parte tecnicamente, perché vivo da tempo in provincia di Siena, perciò lontano dalla Val di Cornia. Sono però molto felice quando mi invitano e sostengo con
convinzione il loro attivismo».
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