Il Tirreno

«Caro Di Maio, l’Accordo va chiuso»

«Caro Di Maio, l’Accordo va chiuso»

Aferpi, videomessaggio di Calenda al neoministro: Jindal è serio, con lui Piombino esce da un incubo

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Jindal è un imprenditore serio, e a Piombino dopo tre anni si è usciti da un incubo. Ora va chiuso l’Accordo di programma, che disegna il quadro istituzionale in cui si muoverà l’investitore. Abbiamo allineato tutti gli altri ministeri, il governatore Enrico Rossi ha uno staff di primissimo ordine, con cui ti consiglio di prendere contatto subito, ora il lavoro da fare è chiudere molto rapidamente l’Accordo di programma. Poi vedrai che c’è un Piano industriale in due fasi, che va definito e chiarito per definire la capacità di assorbimento dell’occupazione. Che comunque è ampia, si parte piccoli ma si cresce molto rapidamente».

Sono questi i termini con cui l’ex ministro Carlo Calenda ha spiegato via Facebook la situazione della ex Lucchini al suo successore, Luigi di Maio: un passaggio di consegne in un video di una trentina di minuti, in cui Calenda si rivolge a Di Maio facendo il punto su tutte le vertenze aperte al ministero dello Sviluppo economico, partendo appunto da Aferpi.

Puntualizzazioni e consigli che suonano come un appello a favorire la rapida chiusura dell’Accordo di programma, a pochi giorni dal nuovo appuntamento con Jindal a cui sta lavorando il presidente Rossi.

Della vicenda ex Lucchini si parlato ieri anche a Firenze, a margine di un’iniziativa sulla sicurezza sul lavoro. «Sono assolutamente convinto che la produzione siderurgica in Italia e i complessi di Taranto e Piombino siano una priorità nazionale», ha affermato Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica, a margine di un evento sulla sicurezza sul lavoro a Firenze.

All’iniziativa fiorentina erano presenti anche i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, che hanno commentato la situazione piombinese.

«Ci sono tutte le condizioni per assicurare un futuro allo stabilimento Aferpi di Piombino – ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm – ma per poter dire questo dobbiamo verificare gli investimenti e il piano industriale. Solo quando avremo verificato realmente, concretamente queste cose – ha concluso Palombella – potremo parlare di uscita da una situazione di crisi».

Per Marco Bentivogli, egretario generale della Fim, «bisogna fare in modo che a Piombino ci siano tutte le reindustrializzazioni che sono state previste, e che il governo apra tutti i dossier che sono stati lasciati dal precedente governo, concludendoli nella maniera più utile possibile».

«Piombino è stata per tanti anni una delle capitali dell’acciaio di questo Paese – ha aggiunto – e su Aferpi siamo in una situazione che deve essere confermata come una svolta, non perdendo più tempo perché se ne è perso fin troppo».

«Rispetto a come è stata drammatica quella vicenda, ci sembra che si sia incamminata in una soluzione positiva, quindi vogliamo essere ottimisti – ha sostenuto Francesca Re David, segretaria generale della Fiom – Per quanto ci riguarda – ha proseguito – ci vuole la sicurezza per l’insieme dei lavoratori, e crediamo che ci sia anche un impegno positivo da parte delle istituzioni, sia nazionali che locali, che si muove in quella direzione. Non molliamo niente sul controllo della situazione – ha concluso – che però è sicuramente molto migliore di quella che oggi troviamo all’Ilva». (cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa