Il Tirreno

Turismo e portualità, la carte di Canovaro per conquistare Rio

di Luca Centini
Turismo e portualità, la carte di Canovaro per conquistare Rio

Il candidato della lista civica Terra Nostra lancia la sfida «Ho trovato un paese attento, ma diffidente verso i soliti politici»

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RIO. Il suo amore per Rio Marina lo ha dimostrato con i suoi studi e il suo lavoro per la riscoperta della storia mineraria.

Umberto Canovaro, è stato il primo tra i candidati riesi a scendere in campo. Con la sua lista civica “Terra Nostra”, composta da personalità eterogenee, proverà a vincere le prime elezioni dopo la riunificazione delle due rio.

Piaggese, dipendente della Cassa di Risparmio di Firenze in pensione ha vissuto e lavorato a lungo a Piombino dove ha fatto parte della giunta guidata dall’ex sindaco Luciano Guerrieri, Canovaro si propone come uomo dalla comprovata esperienza amministrativa e con ul legame forte con il territorio. Per mesi ha lavorato alla stesura del programma elettorale in vista delle comunali di domenica prossima.

Canovaro, che paese ha trovato durante la campagna elettorale?

«Ho trovato un paese attento, ma anche deluso e diffidente verso i soliti politici che promettono tutto. Nei molti incontri che ho avuto con cittadini, associazioni e operatori, ho percepito la volontà di avere un sindaco che sia sempre presente e che sappia dove mettere le mani per cambiare la situazione».

Quale è la prima cosa - la più importante - che farebbe, qualora venisse eletto sindaco?

«Per prima cosa, capire come la macchina comunale può offrire le risposte più immediate ed efficienti al cittadino, alle imprese, e agli operatori e rimuovere gli ostacoli. In contemporanea, far partire un grosso piano di manutenzione generale a contratto aperto per ognuno dei paesi del territorio e sistemare strade, giardini, illuminazione, cimiteri».

La riunificazione di Rio come ha cambiato il paese e quali scenari apre?

«Le comunità sono ancora fortemente divise per via della recente fusione che ha lasciato grossi strascichi, e delle recenti polemiche sul bilancio di Rio nell’Elba. Lavorerò per superare questi contrasti e riappacificare la gente.

La fusione porterà circa 900 mila euro all’anno, che distribuiremo su tutti i paesi per migliorarne la vivibilità e portare turismo e sviluppo».

Come si rilancia il turismo e come si argina il fenomeno dello spopolamento dei borghi, come quello di Rio nell’Elba?

«Occorre fare un turismo di qualità oltre che di quantità. Sfruttare la bellezza dei borghi, quelli montani e quelli marinari, sviluppare il Parco minerario che può dare ancora moltissimo, sistemare monumenti come la cappella Tonietti. Ma prima di tutto, occorrono le infrastrutture: ci sono pochi parcheggi nelle due Rio, la viabilità e certe strade un po’ in tutto il territorio sono da terzo mondo e non invitano alle frequentazioni. La gestione associata del turismo su questo versante è quasi totalmente assente e se sarò eletto, o accetteranno le mie proposte o uscirò dalla G.A.T. e faremo per conto nostro. Tengano presente che noi abbiamo due porti su tre nell’isola. Poi, per fare buon turismo, occorre tenere i paesi sistemati con le manutenzioni».

E i giovani? Quali idee avete in serbo per loro?

«Aprire uno sportello apposito per le imprese giovanili che vogliono creare nuovo lavoro intercettando finanziamenti comunitari e regionali, ed offrire loro agevolazioni tributarie se apriranno attività. Poi, spazi di aggregazione dove ci sia maggiore socializzazione e meno solitudine, compresa l’attenzione alle formazioni sportive e di volontariato, che in questo senso possono aiutare molto la crescita dei giovani»

Il futuro di questo territorio si gioca molto sul miglioramento delle infrastrutture e della portualità. Come vi muoverete?

«Per Rio Marina occorre riprendere in mano il progetto di portare la nave a Vigneria, per creare lo spazio ad un vero e proprio porto turistico, convocando subito la conferenza dei servizi sulla VAR. Il grimaldello sarà proprio il by pass stradale da Vigneria, che la Regione volle propedeutico per mandare avanti il progetto di nuovo porto.

Per Cavo, oltre a dragare i fondali, vanno creati altri spazi progettando un ampliamento compatibile con una presenza maggiorata di corse del traghetto, fondamentali per sviluppare il termalismo».

C’è un avversario elettorale che teme di più? E, in questo caso, cosa temete di più?

«Assolutamente nulla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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