Italia
Rossi: «Bisogna accelerare sull’Accordo di programma»
Il presidente vuole chiudere, l’accordo Jindal-Cevital va completato entro il 21. Dopo il confronto in Regione, oggi al Mise si discute di ammortizzatori sociali
PIOMBINO. Accelerare. È questa la parola d’ordine di Enrico Rossi sulla vicenda Jindal. Accelerare nella chiusura del nuovo Accordo di programma, accelerare (o sarebbe meglio dire anticipare) da parte di Jindal la realizzazione dei forni elettrici. Anche al sindacato, presente ieri a Firenze in una riunione insieme al sindaco Massimo Giuliani e al consigliere regionale Gianni Anselmi, in fondo Rossi chiede la stessa cosa: accorciare al massimo i tempi del confronto con Jindal perché l’accordo sindacale se non è obbligatorio è comunque in cima alle richieste del gruppo indiano, che non vuole ritrovarsi in un pantano stile Ilva di Taranto.
«A Piombino abbiamo un’opportunità da non sprecare – ha detto Rossi – ma entro giugno deve essere completata la compravendita». Dopo un lavoro durato mesi col gruppo indiano Rossi teme che proprio all’ultimo sorgano difficoltà, nella concertazione di un nuovo Accordo di programma sul quale gli indiani hanno ancora perplessità rispetto alla questione delle responsabilità ambientali, ma anche con un Governo che pensa a chiudere l’Ilva di Taranto e che non si capisce ancora bene cosa pensi del futuro industriale del Paese. Così che il presidente pensa a presentarsi in tempi brevi a Luigi di Maio col “pacchetto” sistemato nel miglior modo possibile, tanto da puntare a una chiusura dell’Accordo di programma entro domani, o comunque in tempi brevissimi.
«Spero – ha detto il presidente – che rispetto all’atteggiamento del nuovo Governo prevalga il principio della continuità amministrativa. La Regione è stata parte attiva e ha svolto un ruolo decisivo per arrivare a questo punto. Adesso è il momento di chiudere l’Accordo di programma. Il Governo ci aiuti a chiudere questa partita entro una settimana e non oltre, e a individuare le coperture per le misure di protezione sociale per i lavoratori. Chiediamo infine di sbloccare i 50 milioni di finanziamenti per la realizzazione della strada 398 fino al porto. Per questo scriverò una lettera a Di Maio e, se non potrà ricevermi presto, chiederò di incontrare il suo capo di gabinetto».
Rossi arriva anche, come aveva già fatto, inascoltato, nell’era Cevital, ad auspicare «un accordo tra Stati, tra Italia e India per avere certezze sui reciproci impegni». Perché l’accordo tra privati del 17 maggio deve essere completato entro il 21 giugno per avere efficacia, «e nel caso in cui per qualche motivo – sostiene Rossi – l’acquisto non dovesse andare in porto, ma le cose mi sembrano ben impostate e credo usciremo con una soluzione in tempi brevi, sono senz’altro per la nazionalizzazione del sito industriale piombinese, come del resto aveva ipotizzato anche Matteo Salvini in campagna elettorale, proprio a Piombino».
Così oggi si torna al Mise (non è prevista la partecipazione di di Maio) per discutere finalmente il tema che più interessa i sindacati, al tavolo con i rappresentanti dei ministeri e le istituzioni locali. «Domani (oggi per chi legge ndr) ci aspettiamo di iniziare la discussione – dice uno stringato comunicato di Fim, Fiom e Uilm – sulla copertura e il valore economico degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori e per tutta la durata del piano industriale. Abbiamo convenuto che alla fine del percorso le organizzazioni sindacali con le istituzioni regionali e comunali si confronteranno provando a raggiungere un protocollo d’intesa per utilizzare in tutte le attività di diversificazione che si creeranno i lavoratori fuori dall’attuale ciclo produttivo».
Per l’Uglm «l’auspicio è che stavolta gli accordi non vengano disattesi. Serve inoltre un piano industriale serio e solido da parte di Jindal, che preveda una vera riconversione e garantisca occupazione e diritti a tutti».
«Le nostre richieste, rispetto alle linee progettuali presentate da Jindal – ha commentato il sindaco Giuliani – sono quelle di un accorciamento dei tempi delle demolizioni e della realizzazione dei forni elettrici. Per noi – ha proseguito Giuliani – è fondamentale l’impegno a garantire l’occupazione di tutti i lavoratori, oltre a un rifinanziamento dei diversi strumenti che consentono la copertura e il valore economico degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori del sito industriale».
Dopo l’incontro con i sindacati, nel pomeriggio Rossi ha partecipato al consiglio regionale in cui ha illustrato la situazione del polo industriale di Piombino, spiegando anche che gli indiani costituiranno la Jsw Steel Italy srl, una società con sede in Italia e quindi soggetta alle regole nazionali.
«Jindal dichiara – ha puntualizzato Rossi – di voler fare di Piombino il centro di conquista dei mercati europei, investendo una cifra compresa tra gli 875 e i 1050 milioni di euro». Per ciò che riguarda gli investimenti di parte pubblica il presidente ha parlato di 60 milioni di euro dai fondi europei per lo sviluppo regionale, di altri 15 garantiti da Mise e Regione più di altri 12 destinati a interventi di risanamento ambientale, «tutte risorse che verranno concesse se l’acquirente farà gli investimenti promessi».
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