Sicurezza
«La dama insegna a non abbattersi dopo una sconfitta»
Claudio Ciampi, sessantenne, è campione italiano assoluto e ha girato il mondo grazie alla passione della sua vita
PIOMBINO. Da bambino sedeva al tavolo, di fronte a suo padre. Lo osservava e giocava con lui. Poi, all’età di 14 anni, ha iniziato a prendere parte ai tornei, fino a diventare campione italiano assoluto.
La dama richiede concentrazione, memoria e pazienza. La capacità d’analisi è essenziale. Per vincere bisogna studiare le partite precedenti e avere sempre sott’occhio il contesto, scrutando l’avversario per prevedere le sue mosse. Solo in questo modo è possibile progettare al meglio i movimenti successivi. «Per me tutto ciò è stato utile anche nella vita. Perché il trovarsi a dover prevedere le mosse dell’altro è qualcosa che crea una forma mentis in grado di orientare anche i comportamenti di tutti i giorni». Claudio Ciampi ha sessant’anni. E’ originario di Castelnuovo Val di Cecina ed è cresciuto a Piombino, dove attualmente lavora. Nella vita ha una grande passione: la dama inglese. Uno sport, questo, che gli ha permesso di viaggiare e di confrontarsi con avversari provenienti da tutto il mondo, raggiungendo ottimi piazzamenti.
«Credo che la dama – dice - ponendo costantemente il giocatore a confronto con se stesso e con gli altri, impartisca anche delle lezioni di vita importanti. Insegna cioè a non abbattersi dopo una sconfitta e a continuare a lottare per raggiungere il proprio obiettivo».
Recentemente Claudio Ciampi, che è anche vicepresidente nazionale di federazione, ha partecipato alla sfida amichevole di dama inglese Italia-Stati Uniti, che si è svolta ad aprile a Roma, nella cornice di Villa Borghese. «Una sfida che ci è stata proposta dagli Usa e alla quale abbiamo partecipato per metterci alla prova e per confrontarci. Il nostro team era composto da otto persone provenienti da tutta Italia e la partita è stata molto combattuta. Alla fine abbiamo vinto».
Non solo amichevoli, Ciampi ha partecipato anche ai campionati italiani, disputati a inizio maggio a Grosseto, classificandosi terzo e replicando, in questo modo, il risultato dello scorso anno. In passato poi gli è stata assegnata la medaglia di bronzo al valore atletico dal Coni e ha vinto vari tornei, anche internazionali, a squadre. Possiede inoltre il titolo di Gran maestro.
I tipi di dama esistenti sono molti e ci sono vari campionati da disputare. Ogni nazione ha le sue tradizioni. C’è anche una dama italiana, ma la specialità di Ciampi è la dama inglese, settore in cui «gli italiani eccellono – dice - Abbiamo iniziato a giocarla da pochi anni, ma ci sono connazionali che sono diventati campioni mondiali, scalzando i colleghi americani».
Uno sport e una grande passione, dunque, ma «di dama non si vive. Forse qualcuno all’estero ci riesce, ma solo i grandi campioni». Il panorama damistico della Val di Cornia d’altra parte non è vasto. Ciampi fa parte del Circolo dama Ciasa di Piombino, che ha una ventina di iscritti. Non molti, anche perché «è difficile avvicinare i giovani a questo sport. Quando andrò in pensione lavorerò sul territorio con i ragazzi, cercando di coinvolgerli e di renderli maggiormente partecipi». Per adesso in programma ci sono altri tornei e il lavoro in federazione, i cui obiettivi sono «l’esportazione all’estero della dama italiana e il riconoscimento della dama internazionale come sport olimpico». Nel frattempo Ciampi si dedica alla sua passione. Coltivando giorno dopo giorno le doti dell’attenzione al dettaglio, del calcolo e della pazienza, caratteristiche che gli hanno permesso di arrivare, partendo dai tavoli di Piombino, a gareggiare con successo in competizioni nazionali e internazionali.
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