All’Abbazia rivive la storia di Walfredo e di Monteverdi
MONTEVERDI. La scena-madre si svolgerà all’interno dell’Abbazia, tra muri millenari bisognosi di restauri urgenti: il guerriero Walfredo, con la spada infissa nel terreno, annuncia alla moglie Tesia...
MONTEVERDI. La scena-madre si svolgerà all’interno dell’Abbazia, tra muri millenari bisognosi di restauri urgenti: il guerriero Walfredo, con la spada infissa nel terreno, annuncia alla moglie Tesia la decisione di vivere in povertà, fondare un monastero e farlo ricco donandogli tutti i suoi possedimenti. La scena sarà il momento-clou della camminata in costume medievale, a cui da tempo sta lavorando la Pro Loco di Monteverdi: è di fantasia, ma sintetizza bene – era l’anno 754 – la rivoluzionaria scelta di vita di quel nobile longobardo pisano, precursore di San Francesco, fondatore di una comunità con la regola “ora et labora” benedettina, da cui secondo la leggenda avrebbe avuto inizio la famiglia Della Gherardesca, e di sicuro Monteverdi.
Rispetto alla storia, nemmeno il sito è quello originale: infatti il monastero di Walfredo, venne fondato lontano da qui, ai piedi del colle su cui sorge Monteverdi (e ne sono state trovate le tracce grazie agli studi del professor Francovic); abbandonato quattro secoli dopo, i monaci eressero in un luogo molto più sicuro l’attuale Abbazia di San Pietro. Dove il 10 giugno si recheranno decine di figuranti in costume d’epoca - in parte realizzati dalla Pro Loco (Tea Piacenza, Rosa Barsotti, Lisa Melani), in parte prestati dalla consorella di Montecerboli – non per fare violenza alla storia, ma per accendere un faro su un sito archeologico di notevole suggestione, cui sono necessari interventi di restauro per evitare disastrosi crolli. Nelle belle giornate dall’Abbazia l’occhio spazia lontano, dalla Val di Cornia all’Elba e all’isola di Montecristo, una vista che da sola vale la salita fino all’antico monumento. Salita facile, un chilometro e mezzo nella macchia mediterranea, lungo un sentiero sistemato dai forestali dell’Unione montana. Lungo questo percorso sono previste delle soste dove uno dei figuranti leggerà alcune pagine della storia dei monaci. All’arrivo, infine, la scena sarà tutta per Walfredo e la sua rivoluzionaria scelta di vita. Ma l’iniziativa della Pro Loco non finisce qui, c’è un secondo capitolo: più in basso, in uno spiazzo attrezzato verrà allestita una grigliata per tutti coloro che avranno seguito la rappresentazione in costume, e dopo il pranzo toccherà agli arceri del Gruppo Cerbero di Montecerboli dare prova della loro bravura.
Per tutti il ritrovo è fissato alle 9.30 del 10 giugno in piazza San Rocco. In auto si raggiunge il parcheggio in località La Caletta; da lì si prosegue a piedi.(g.p.)
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