Il dolore
«Ora una piazza per ricordare Coraldo»
Alla Fiera commemorato Cavicchi: una proposta e tanti ricordi affettuosi di amici e personaggi pubblici
VENTURINA. Coraldo Cavicchi è stato ricordato ieri mattina alla Sefi, in occasione dell’ultimo giorno di una delle sue numerose creazioni, la Fiera Mostra.
La sindaca Rossana Soffritti si è scusato per una commemorazione così precoce, ma la scelta è stata voluta proprio per legare Cavicchi alla Fiera. Non sarà certo l’unico ricordo di Coraldo, perché il primo cittadino ha promesso di organizzare altri eventi simili. «Cavicchi ha avuto una vita lunga e piena – ha affermato la sindaca – ha svolto molte attività e realizzato diverse opere per il suo paese. Tutto quello che ha fatto si ricompone in un unico mosaico. La sua vita è stata senz’altro di soddisfazione – ha concluso Soffritti – e ha lasciato tanto di se stesso alla comunità».
Luciano Buccianti, presidente del Comitato cittadino, ha ricordato come Cavicchi, pioniere nel campo dell’edilizia, venisse però dal mondo dell’agricoltura: «Chiunque in paese vive in una casa costruita da Cavicchi si sente come se vivesse in una reggia, soprattutto per l’aspetto sicurezza. Cavicchi era avanti nella tecnica edilizia e già costruiva negli anni Sessanta secondo i parametri di protezione antisismica».
Buccianti ha anche aggiunto che Coraldo era «una stella polare» per il comitato cittadino. Lo storico locale, nonché amico personale di Cavicchi, Gianfranco Benedettini, ha ricordato i suoi contatti quotidiani con Coraldo, quanto questi era presidente del Comitato cittadino e lui segretario. Pignoleria, perfezionismo, cura dei dettagli, queste erano le qualità di Cavicchi, che, secondo le parole di Benedettini, «in tutte le cose che faceva era come se costruisse una casa». Sono intervenuti poi Fiorenzo Bucci, giornalista e nipote di Coraldo, e Leonardo Carolini, attuale presidente della Sefi. Dal pubblico, c’è stato il contributo molto sentito di Sergio Tedeschi, amico di Coraldo. «Per me è stato un secondo padre», ha detto Tedeschi, che ha riconosciuto a Coraldo, tra gli altri, il merito di averlo portato nel Comitato cittadino, di avergli trasmesso la passione per la fotografia e di avergli dato molti consiglii. Tedeschi ha chiuso con un’ovvia perorazione: «Coraldo ha costruito più di mezza Venturina, ha portato nel nostro paese lo sport, la cultura, la fiera, per cui chiedo al sindaco che gli venga intitolata una piazza o una via». Erano presenti i figli di Coraldo, Fiorenza tra il pubblico, e Piero, visibilmente commosso, triste e divertito al sentire la carrellata di ricordi pubblici e privati di un padre dalla presenza tanto rilevante per Venturina.
Francesco Rossi
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