Il Tirreno

Cassa integrazione alla Due Emme

di Valeria Parrini
Cassa integrazione alla Due Emme

Concordato in continuità per l’azienda che produce impianti tecnologici. Lavoratori preoccupati per le prospettive

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PIOMBINO. Da domani scatterà la Cig straordinaria di un anno per i 77 lavoratori della Due Emme, l’azienda di Montegemoli che progetta, costruisce e installa impianti tecnologici nei settori dell'industria e dell'energia.

Contemporaneamente la proprietà ha avanzato la richiesta di concordato in continuità. Una formula diversa da quella liquidatoria rispetto alla quale consente di proseguire in modo meno ingessato l’attività. Inclusa la ricerca di nuove quote di mercato in cui la direzione si dice impegnata. La nomina del commissario da parte del tribunale dovrebbe essere imminente. «Avrà la funzione di garante, certificherà periodicamente l’andamento delle previsioni indicate nel nostro piano. Dal punto di vista pratico non cambia nulla», afferma Ivano Monelli, proprietario della Due Emme insieme al figlio.

Tra i lavoratori la preoccupazione è palpabile. Non l’hanno arginata due incontri con i sindacati e una pausa-pranzo trasformata in un’altra assemblea.

I timori ruotano intorno a tre elementi. Intanto il mancato anticipo della cassa integrazione da parte dell’azienda, che al momento si dice impossibilitata a farlo, col rischio che, in attesa del completamento dell’iter, l’Inps impieghi tre o quattro mesi prima di erogare le somme. Preoccupa anche il rischio che il principio della rotazione non sia distribuito equamente e finisca col penalizzare una parte dei lavoratori. Sullo sfondo, però, c’è soprattutto l’incertezza per le prospettive.

«Dopo una decina di anni di crescita, di investimenti e ricerca, negli ultimi due abbiamo scontato un rallentamento a livello mondiale. La struttura che avevamo prima non starebbe in piedi. Per questo stiamo lavorando ad una diversificazione», dice Monelli. Che afferma di aver avuto due strade davanti: i licenziamenti o la cigs. «Abbiamo scelto quest’ultima e l’abbiamo estesa a tutti i lavoratori proprio per facilitarne la rotazione, compatibilmente con le esigenze tecnicoproduttive contingenti, e perché siamo sicuri di riassorbire tutto il personale. Parliamo di lavoratori specializzati e competenti a cui teniamo. Prova ne è - chiude l’imprenditore - la conferma dei contratti a termine e di apprendistato prima dei tre anni».

Per Ilaria Landi (Uilm) è stato importante tenere sul piano dell’occupazione, offrendo copertura a tutti i dipendenti in attesa di un’evoluzione positiva che la formula del concordato in continuità non preclude.

«L’azienda vuole uscire dalla palude, ma non si preannunciano anni facili», sottolinea Mauro Macelloni (Fiom) aggiungendo, tra i motivi di malumore, il fatto che, come in tutti i concordati, ferie, tfr e altri istituti saranno congelati.

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