Sicurezza
«Potenziate La Pila e accetteremo questa tassa di sbarco»
PORTOFERRAIO. Esiste una sola condizione perché sia digerito dall’utenza l’adeguamento del contributo di sbarco ritoccato dagli attuali 3,50 a 5 euro. Se l’aumento è definito e finalizzato per l’econ...
PORTOFERRAIO. Esiste una sola condizione perché sia digerito dall’utenza l’adeguamento del contributo di sbarco ritoccato dagli attuali 3,50 a 5 euro. Se l’aumento è definito e finalizzato per l’economia dell’isola. E la “priorità assoluta” ce l’ha l’aeroporto della Pila. Lo dichiara Franca Rosso, presidente della Confcommercio: «La nostra associazione di categoria è contraria ad aumenti indiscriminati. Questi ritocchi non fanno altro che andare ad appesantire ulteriormente il costo per chi vuole venire in vacanza sull’isola, in questi tempi non certo felici per l’economia del nostro Paese».
La decisione di mettere mano al listino della tassa di sbarco era emersa all’ultima riunione della Gestione associata per il turismo che si è svolta a Capoliveri, paese capofila della Gat. Rincaro che comunque non avrebbe interessato la stagione turistica attuale, bensì quella del 2019 e che ha visto da parte dei sindaci (o di loro rappresentanti) l’espressione di voto favorevole, se si esclude Portoferraio che invece ha votato contro.
«La nostra associazione – continua Rosso – ritiene di accettare un così pronunciato adeguamento, solo se pensa alla realizzazione di opere e servizi indispensabili per lo sviluppo e la riqualificazione del territorio». E, ragionando in questi termini, l’opera pubblica in assoluto che si intende potenziare per i prossimi anni, scommettendo sullo sviluppo e la crescita dell’economia dell’isola è proprio l’aeroporto di Campo nell’Elba. «Siamo fortemente preoccupati – riconosce la stessa presidente - per il bando sulla continuità aerea, andato recentemente deserto a causa della riduzione del contributo pubblico sul servizio. È la dimostrazione dello scarso interesse che ha la nostra aerostazione nel panorama di possibili vettori interessati ai collegamenti con l’Elba dagli aeroporti europei. Questo penalizza fortemente il rilancio del nostro aeroporto dopo che, grazie anche all’impegno di imprenditori locali, per tre anni l’isola ha potuto contare sui collegamenti di continuità territoriale con Pisa, Firenze e Milano». Inoltre, ora che è terminata la prima tranche di lavori di adeguamento, sorge subito la necessità di prevedere un ulteriore allungamento per ospitare aerei di maggiore portata, essendo ormai in via di dismissione definitiva da parte delle compagnie l’utilizzo di piccoli velivoli. «Allora – continua Rosso - se questo aumento ci deve essere, venga almeno destinato in parte all’incremento della sovvenzione prevista dal bando, per evitare che un’altra gara vada deserta e poi vi sia da parte delle amministrazioni locali un doveroso segnale nei confronti degli altri enti pubblici che in tutti questi anni stanno supportando a vario titolo la nostra aerostazione. Siamo fermamente convinti che lo sviluppo turistico della nostra isola non possa ormai più prescindere dalla possibilità di buoni collegamenti aerei con località strategiche, anche nella bassa stagione a tariffe sostenibili».
Luigi Cignoni
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