La manifestazione
«Questa Ztl aggraverà le cose»
Cdc e M5s tornano all’attacco sui lavori in corso in via Indipendenza
VENTURINA. Secondo Cdc e M5s «a pochi giorni dal termine dei lavori ci sono ancora incertezze sull’ennesima sistemazione della Ztl di Venturina. Cittadini e commercianti s’interrogano su come sarà riorganizzato il traffico nel centro urbano a seguito degli interventi in corso in via Indipendenza che prevedono nuovi arredi urbani e la pedonalizzazione di un brevissimo tratto, dall’ingresso di Largo Sbarretti a via Mazzini, che richiede tuttavia una riorganizzazione complessiva della viabilità alla quale l’amministrazione non sembra aver pensato in modo adeguato».
Cdc e M5s ricordano che il progetto esecutivo, approvato dalla giunta a ottobre e appaltato all’inizio di quest’anno, prevede di «lasciare la strada aperta al traffico per chi proviene da nord per proseguire poi verso via Trieste, dando la possibilità di rientravi da via Fratelli Bandiera, oggi chiusa, per poter poi procedere verso l’uscita lato Follonica. Nel progetto si legge anche che “sarà realizzata una viabilità condizionata che permetterà il transito su via Indipendenza verso via Mazzini, viabilità controllata e regolamentata da un varco da telecamere”. Non ci sono indicazioni su come avverrà la regolamentazione di questa viabilità che, in ogni caso, richiede il mutamento del senso di marcia di via Mazzini. Altro non è dato sapere. Sarà davvero questa la soluzione finale?».
L’amministrazione, dopo le proteste, «ha già modificato più volte il progetto esecutivo. Le proteste e le insoddisfazioni restano. Ci dobbiamo attendere altre modifiche? Quello che è certo è che il progetto, come i precedenti, non ha affrontato in modo organico il tema del riordino della viabilità del centro di Venturina. Se si vuole pedonalizzare davvero anche solo un tratto di via Indipendenza è indispensabile, prima e non dopo, affrontare il tema del riordino complessivo della viabilità urbana e dei parcheggi per consentire di accedere a quello che dovrebbe essere il luogo più frequentato, con negozi e servizi in grado di attrarre pubblico e vita sociale. Occorrono piani urbanistici che affrontino seriamente la riorganizzazione degli spazi e degli edifici».
«Le opposizioni in consiglio - conclude la nota - hanno chiesto più volte questo impegno, ma nulla si è mosso. Oggi paghiamo le conseguenze di questi ritardi con l’ennesimo progetto (220mila euro di spesa) che rischia di lasciare le insoddisfazioni e probabilmente aggraverà ancora di più lo stato di una zona del paese che meriterebbe ben altra attenzione e capacità amministrativa».
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