Il Tirreno

“Officina” per artisti nel cuore del Poggetto

di Claudia Guarino
“Officina” per artisti nel cuore del Poggetto

Riccardo Pocci ha affittato l’ex Piaggio realizzando una galleria e un laboratorio «Questo è un luogo simbolo, vorrei diventasse un punto di aggregazione»

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PIOMBINO. Dalla porta a vetri che si affaccia sulla strada si vedono i profili dei vecchi murales, ormai sbiaditi dal tempo e dalle intemperie. Alzando leggermente la testa, invece, lo sguardo si posa sullo scheletro della fabbrica, un tempo cuore pulsante del quartiere e di tutta la città.

Riccardo Pocci ha scelto il Cotone-Poggetto di Piombino per dar forma alla propria idea artistica e imprenditoriale, che prevede un laboratorio, uno studio e una galleria. Un locale dove poter esporre, produrre e creare insieme ai giovani e agli artisti del territorio, una bottega che sia in grado di diventare anche un luogo di aggregazione per cittadini e associazioni.

Un nome ancora non l’ha, ma potrebbe chiamarsi “Officina”. Il progetto è ambizioso, ma i primi tasselli sono già stati posati e, piano piano, l’idea di Pocci prende forma. Classe 1972, venturinese, Pocci è un artista e un docente. Insegna all’istituto Leon Battista Alberti e in passato ha studiato all’Accademia delle belle arti di Firenze, prima di spostarsi a Granada e, successivamente, di iniziare un dottorato di ricerca a Buenos Aires.

Dal suo sguardo traspare la passione per un’attività che è parte di lui da quando era bambino. Non ha mai voluto vivere di altro se non di arte e, oggi come oggi, si può dire che sia riuscito a realizzare i suoi sogni. «In questo fondo prima c’era l’officina della Piaggio – dice Pocci mostrando il suo studio di via Provinciale – nel 2017 ho deciso di prenderlo in affitto. Ho girato tutta Piombino, ma alla fine ho scelto questo quartiere perché trovo che i resti industriali siano affascinanti. La fabbrica, ben visibile, è la vittima del passaggio dall’età meccanica a quella digitale. Io ho anche reso l’acciaieria protagonista delle mie opere, per fare i conti con un passato non ancora del tutto elaborato. Stando qui non provo malessere, credo, anzi, di essere proiettato all’interno del simbolo di Piombino».

Pocci in “Anacronismi” ha trattato la Piombino industriale e quella dei pini di Baratti, attraverso una serie di opere in cui la rappresentazione della città è soprattutto costruzione di un’identità dinamica, caratterizzata da elementi diversi e complessi.

Ma al Cotone-Poggetto Pocci non vuole dar vita solo a un laboratorio artistico e a una galleria espositiva. «Vorrei creare una stamperia artistica in cui organizzare corsi per i ragazzi e in cui poter convogliare gli artisti del territorio – racconta – Per questo ho chiesto al Comune di Campiglia e a qualche tipografia di poter trasferire qui alcuni macchinari che attualmente sono inutilizzati. Mi piacerebbe che, in questo posto, ci si occupasse di litografia, una tecnica, quest’ultima, che in Italia non pratica più nessuno».

L’idea dell’artista venturinese, insomma, è quella di costituire non solo un laboratorio, che esiste già, ma anche uno spazio di condivisione aperto a tutti. «Con l’aiuto delle istituzioni e delle associazioni potrebbero essere fatte grandi cose. Purtroppo agire completamente da solo per me è difficile. I macchinari, ad esempio, sono pesanti e non posso trasportarli qui con i miei mezzi».

Tutto ciò al fine di creare un luogo che possa favorire la conoscenza delle tecniche di lavoro tradizionali e che, nello stesso tempo, sia in grado di ravvivare il quartiere. «Potremmo sistemare anche i murales – dice – Qui potrebbero, poi, essere organizzate presentazioni di libri o altro. Insomma, sarebbe un luogo a disposizione del territorio». I progetti sono tanti, la loro realizzazione è iniziata da poco, ma con l’aiuto dell’associazione di cui fa parte, la “5 in 5”, e delle realtà del territorio Riccardo Pocci punta a dar forma alla sua idea, con un obiettivo ben chiaro in mente. «Vorrei inaugurare questa estate», conclude l’artista.

Claudia Guarino

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