Il Tirreno

«Riabilitazione, urge l’azione dei sindaci»

CAMPIGLIA. Servizio di Riabilitazione. La UIl funzione pubblica torna a sottolineare i problemi che gravano sul funzionamento della struttura campigliese con ricadute negative su operatori e...

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CAMPIGLIA. Servizio di Riabilitazione. La UIl funzione pubblica torna a sottolineare i problemi che gravano sul funzionamento della struttura campigliese con ricadute negative su operatori e cittadini. L’elenco è lungo ed include la mancanza di Oss ed infermieri, l’impiego di lavoratori con ridotte capacità lavorative importanti, turni di riposo saltati mentre si riducono gli accessi in regime di degenza a cittadini provenienti da Ortopedia (femore-anca-ginocchio) e si incrementano i casi complessi di cittadini affetti da patologie neurologiche che hanno necessità diverse da quelle strettamente riabilitative. «Ricoveri - aggiunge il sindacato - che vengono portati avanti nei mesi, alcuni da gennaio. In altri termini si sta cambiando la funzione del servizio, lo si fa in silenzio e con le stesse risorse di personale ed in assenza dei supporti sanitari necessari».

Il sindacato afferma di aver chiesto informazioni sull'accreditamento della Riabilitazione senza aver ottenuto risposte. «Nel frattempo - dice - tanti cittadini vengono indirizzati nel percorso di riabilitazione ambulatoriale con gravi problemi che si scaricano sulle famiglie. Un anziano, operato di femore o di anca o di ginocchio,trova un ottimo servizio chirurgico,una buona assistenza ospedaliera,e dopo il buio. Questo cittadino viene dimesso e dal quel momento inizia un percorso incerto e spesso carico di rischi che possono compromettere lo stesso intervento chirurgico. Infatti - prosegue la Uilfp quando viene dimesso dall'ospedale non gli viene comunicato il giorno in cui inizia il programma della riabilitazione. 20-30 giorni a casa in attesa di essere chiamati a fare riabilitazione ambulatoriale a Campiglia o a Piombino accompagnati da una ambulanza nella migliore delle ipotesi. Di certo non basta un servizio domiciliare di 20/30 minuti al giorno. Tutto questo - conclude il sindacato - avviene con il silenzio dei sindaci che, forse, condividono questa situazione. Ma allora lo dicano chiaro. Se invece anche in loro si può accendere qualche preoccupazione assumano iniziative per rendere trasparente il percorso della Riabilitazione e la salvaguardia di una struttura che a quanto ci risulta è autorizzata e organizzata per altra funzione da quella imposta da alcuni mesi».

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