Il Tirreno

“Malizia di Tosca” l’olio di Suvereto nella top ten toscana

di Michelangelo Pasquinelli
“Malizia di Tosca” l’olio di Suvereto nella top ten toscana

A promuovere il territorio un altro prodotto di eccezione. Validi riconoscimenti per l’azienda agricola Pietrasca  

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SUVERETO. Dei successi al Vinitaly i produttori della Val di Cornia vanno giustamente orgogliosi, ma per promuovere a pieno il territorio è utile per tutti non lasciare indietro un altro prodotto di eccezione, l’olio. Anche in questo settore ci sono aziende che scommettono sul mercato dedicandosi alla coltivazione di migliaia di ulivi e all’imbottigliamento, ma hanno bisogno di essere supportate meglio nella promozione, soprattutto all’estero. Sulle colline della Val di Cornia sono state così liberate tante piante dalla macchia che se le era inghiottite dopo l’abbandono di decenni fa, mentre il prodotto comincia a farsi conoscere al di là del consumo familiare locale. Come è successo proprio con il vino, la nostra zona sta ora calamitando le attenzioni di importanti produttori che vogliono investire nella piantumazione di una quantità non indifferente di ulivi, segno che si intravede un futuro sviluppo del settore.

Il clima e la posizione geografica fanno la loro parte, ma per il made in Italy è determinante il lavoro appassionato e professionale degli olivicoltori che curano in particolar modo la raccolta e la frangitura delle olive. La qualità è al primo posto quindi e tanti produttori e le guide specializzate del settore sono in prima linea per combattere le troppe frodi alimentari ai danni dei consumatori che trasformano un prodotto altamente salutare in una vera minaccia per la salute. «Per anni l’olivicoltura non è andata di pari passo con i successi del vino – dice Antonio Russo, titolare dell’azienda agricola Pietrasca di Suvereto che ha ottenuto recentemente importanti riconoscimenti – e le stesse poche iniziative che cercavano di promuoverla non hanno registrato il successo sperato. Forse ora i tempi sono maturi per incentivare e incoraggiare un altro prodotto che, come il vino, ha tutte le caratteristiche per far volare lontano la qualità del territorio. Nella nostra azienda abbiamo creduto fin dall’inizio di puntare verso la qualità, cercando anche di diversificare i prodotti e offrire al mercato diversi tipi di abbinamenti. Ci sono ancora tantissimi consumatori che non hanno mai assaggiato il vero olio extravergine d’oliva e, quando conoscono i nostri, non possono che meravigliarsi per la differenza. Sempre di più sono coloro che vanno alla ricerca della qualità direttamente dai produttori, assaggiando l’olio e informandosi sui metodi di coltivazione, preferendo sempre più spesso il biologico. Così ci si rende meglio conto della differenza fra un olio di qualità e gli altri di basso costo». Antonio Russo, la moglie Martina, le figlie Tosca e l’ultima nata Iole sono al centro dell’azienda biologica Pietrasca che, oltre alle farine e la pasta di grani antichi e farro, dal 1998 ha creduto nell’olio d’oliva incrementandone le piante che ora sono circa 4. 000. «Abbiamo incominciato ad imbottigliare – spiega Russo – ed oggi, oltre al plurivarietale classico, selezioniamo i vari monovarietali (in Italia ci sono circa 500 varietà di ulivi) e li abbiamo voluti abbinare al nome e alle sfumature del carattere di mia figlia Tosca. Il “Sogno diTosca” viene da olive frantoio, il “Capriccio” dal maurino e “Malizia” dal leccio del corno».

E i riconoscimenti sono piovuti, tanto che da quattro anni l’azienda è inserita nella “Guida degli extravergini” di Slow Food, con tante altre grandi aziende, dopo una severa selezione fra campioni del prodotto valutati “alla ceca” da esperti. E per il raccolto 2017 l’olio “Malizia di Tosca” è stato riconosciuto “grande olio” nei migliori dieci della Toscana selezionato tra extravergine, Igp e biologico. Nella nostra regione l’olivicoltura ha 93. 000 ettari di superfice e 77. 000 aziende – in larga parte piccole – e 17 milioni di piante. Il clima, la “mosca” e così via ne condizionano le annate e il rendimento, ma veterani e giovani produttori sono sempre più determinati ad entrare nella più ampia vetrina internazionale.

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