Toscana
I diportisti di Terre Rosse vogliono salvare il posto barca
La proprietà è in crisi e c’è il rischio della perdita della concessione demaniale Un comitato con 120 soci su 570 pensa alla creazione di una nuova società
PIOMBINO. L’opzione sulla quale l’assemblea del Comitato Terrerosse si è espressa favorevolmente, con due voti contrari su 85 e un astenuto, è quella della creazione di un possibile assetto societario – una Sapa, società in accomandita per azioni - che abbia come soci coloro che possiedono il posto barca all’interno del porticciolo di Terre Rosse. Voto favorevole anche sull’ipotesi di presentare una proposta di concordato che preveda, almeno da parte dei membri del Comitato, un impegno di spesa di 5000 euro a persona.
«Cpc è in grave dissesto finanziario – ha commentato Luigi Murciano, avvocato dello studio Giovannini&partners di Pisa che segue i 120 diportisti riuniti nel Comitato Terrerosse – Perciò si potrebbe arrivare a un fallimento o a un concordato, per il quale il fabbisogno massimo si attesta intorno ai 3 milioni e mezzo di euro. Noi potremmo trattare proponendo, intanto, 600mila euro (5000 euro moltiplicati per i 120 membri del Comitato ndr). La liquidatrice si è mostrata disponibile ad affrontare una tale ipotesi».
Cpc srl è la società proprietaria dell’area relativa al porticciolo di Terre Rosse che ne ha ceduto la gestione, in affitto, alla società Porto Aurora (60% Gianni Carbocci e 40% Giuseppe Sciacca). Il contratto di Porto Aurora, stando a quanto ha sottolineato l’avvocato Murciano, non sarà più attivo dal 25 giugno. Non si esclude, però, la possibilità di un qualche prolungamento.
«Se Cpc dovesse fallire – ha detto Murciano – sarebbero revocate le concessioni demaniali, e dunque i proprietari non avrebbero più il proprio posto barca, mentre in caso di concordato spetta all’assuntore chiederne o meno il mantenimento». Da qui le idee sottoposte all’approvazione dell’assemblea, quelle relative al concordato e alla possibile creazione di una società formata dai membri del Comitato Terrerosse e dagli altri possessori del posto barca, qualora questi volessero partecipare. Il tutto, al momento, rimane in via ipotetica, ma l’intenzione di percorrere questa strada, da parte del Comitato, c’è.
«Fallimento di Cpc significherebbe perdita della concessione demaniale e, conseguentemente, dell’ormeggio», ha detto Fernando Dami, portavoce del Comitato. Per quanto riguarda i 5000 euro di investimento a persona, l’avvocato Murciano ha spiegato che «i soci non devono pagare adesso, ma nel momento in cui venisse accettata la proposta di concordato. Se si scegliesse questa strada il posto barca di chi non volesse partecipare sarebbe messo in vendita».
L’assuntore del concordato, quindi, in sostanza subentrerebbe nella gestione dell’area relativa al porticciolo di Terre Rosse. Si occuperebbe, cioè, tra le altre cose, del ristorante, delle concessioni e dei posti barca, che in tutto sono 574. Durante l’assemblea del Comitato Terrerosse, svolta ieri al Multizonale di Colmata, gli interventi dei partecipanti sono stati molti.
C’era chi chiedeva delucidazioni sull’eventuale proposta di concordato, chi manifestava interesse sulla possibilità di diventare imprenditore e chi, invece, era più scettico, nonostante il timore di veder sfumare il denaro investito nell’acquisto del posto barca, il valore del quale, secondo Dami, «è già calato moltissimo. Se noi l’abbiamo pagato 20-25mila euro, adesso il valore non supera gli 8mila euro».
Di preoccupazione, insomma, ce n’era molta. Alla fine, l’assemblea ha avallato l’ipotesi elaborata dallo studio legale con voto favorevole, il quale, ha detto Murciano «non costituisce, per il momento, un vincolo. Ma è necessario, per capire se avete l’intenzione di continuare su questa strada».
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