Il Tirreno

Centro diurno e alloggio per disabili nell’edificio ex Carsal

di Valeria Parrini
Centro diurno e alloggio per disabili nell’edificio ex Carsal

Con “Le chiavi di casa”si punta ad aumentarne l’autonomia Lavori al via entro dicembre, in giugno la consegna all’Asl

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PIOMBINO. L’ex Carsal torna alla funzione che aveva: un punto di riferimento per persone disabili.

Entro l’anno inizieranno i lavori di adeguamento ed entro giugno il Comune, che ne è proprietario, consegnerà il complesso all’Asl che lo gestirà interamente.

Dopo la destinazione abitativa per le situazioni di emergenza (in particolare dopo il crollo della palazzina di via della Repubblica) la struttura di via Gori riacquisterà il ruolo che aveva diversi anni fa. Con un valore aggiunto: oltre ad un centro diurno, come era all’epoca, nel complesso sarà ricavato un appartamento per quattro disabili gravi e molto gravi, ed un operatore.

Da qui il nome del progetto, “Le chiavi di casa - Insieme per un abitare supportato», appena deliberato dalla giunta. L’ambito di riferimento è quello delle disposizioni regionali sul “Durante e dopo di noi”. Un tema caro ai familiari di persone vittime di disabilità gravi e alle loro associazioni.

«Sarà una struttura dinamica, aperta alla città e al volontariato», afferma l’assessore alle politiche sociali Margherita Di Giorgi. Che ad una finalità del genere aveva pensato al momento dell’insediamento della giunta. E, di conseguenza, non può che essere soddisfatta della piega presa da quell’idea, volta ad accrescere l’autonomia, pur supportata, delle persone.

L’appartamento copre 140 metri quadri. E’ composto da un soggiorno comune per lo svolgimento di attività varie, da una cucina grande, due camere doppie con armadi individuali, più una singola come “postazione” di riposo per l’operatore del turno di notte, e da due bagni. Nessuna barriera architettonica.

Le presenze in appartamento ruoteranno in modo da aumentare i destinatari e la loro capacità di gestirsi. Che poi resta lo scopo.

Di Giorgi insiste sul concetto di apertura, con l’inserimento degli ospiti nel sistema integrato dei servizi già esistenti in Bassa Val di Cecina (dove a Rosignano nascerà una struttura analoga, Il girasole) e della Val di Cornia.

“Le chiavi di casa” è uno dei primi prodotti della Società della salute Valli etrusche, ratificata ieri mattina in consiglio comunale, nata dalla fusione tra le due precedenti.

«Ed è la prova - dice l’assessore - che unendo le forze si ottengono risultati migliori».

L’ex Carsal punta a trasformarsi in una scuola di vita. Perchè le soluzioni abitative riproducono le condizioni ambientali e di relazione della casa familiare. Gli inserimenti avverranno in maniera graduale e permetteranno alle persone di sperimentare il modo di vivere comunitario. Anche all’esterno. Il settore diurno sarà composto da cucina, refettorio e locali da adibire a laboratorio per una decina di ragazzi che potranno ruotare nelle diverse attività. Cucina, informatica, arti manuali, musica, danza, canto, esercizio fisico. Tutto su una superficie di 257 metri quadri.

Per i due progetti di Piombino e Rosignano la Regione ha assegnato alla Società della salute 418.500 euro su un totale di 507 mila relativi alla gestione. Per la parte infrastrutturale ne ha erogati 104 mila, 80 mila dei quali destinati all’ex Carsal.

«Il Comune, però, ne investirà altri duecentomila e di questi tempi non è poco», sottolinea l’assessore.

Fin dal nome, “Le chiavi di casa” sta a simboleggiare un obiettivo in qualche modo di “emancipazione” dei disabili gravi e molto gravi.

Il progetto non può cancellare le preoccupazioni di chi inevitabilmente si fa domande sul “che cosa accadrà dopo di noi”. Ma probabilmente aiuta.

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