Gioco
Restano a rischio i sei posti di Maremma Servizi
Dopo il presidio dei giorni scorsi ancora nessun incontro tra sindacato e Unicoop La Filcams va dall’avvocato e riunisce i lavoratori per continuare la mobilitazione
PIOMBINO. Il presidio del 10 maggio non è bastato e lo spiraglio che, dopo qualche momento di tensione, sembrava essersi aperto all’indomani, si è richiuso.
Il dialogo tra Unicoop e Cgil per la ricollocazione dei lavoratori di Maremma servizi resta interrotto. «Neanche il sindaco, contrariamente alle rassicurazioni dell’azienda, ha ricevuto aggiornamenti», per dirla con Alberto Sassetti, responsabile Filcams Cgil.
Da qui la decisione di rivolgersi all’avvocato per verificare la possibilità che nelle pieghe dei diversi accordi sottoscritti dall’inizio ad oggi, si possa trovare una soluzione a cui agganciare il futuro della cooperativa che da 15 anni si occupa dell’archiviazione e della digitalizzazione dei dati. In bilico c’è il lavoro di sei persone che dal primo luglio potrebbero rimanere a casa. Appalto sospeso. E niente ammortizzatori sociali.
Mercoledì Sassetti sarà nello studio fiorentino di Lorenzo Calvani, legale della Cgil. Ci andrà con Michele Bonucci, una delle persone a rischio.
In settimana sarà inviata una richiesta formale d’incontro ad Unicoop e sarà indetta una nuova riunione a Vignale con i lavoratori. Probabile un altro presidio e il volantinaggio con cui spiegare i motivi della protesta.
Obiettivo della riunione è quello di elaborare nuove forme di mobilitazione. Di continuare a tentare.
«Ci proveremo fino in fondo. Dà fastidio la mancanza di un cenno di riscontro. Ci dicano sì o no. Ci dicano qualcosa», sbotta Sassetti, abbandonando per un attimo i toni pacati che in genere gli sono più congeniali.
Lo liquida come mancanza di rispetto, questo non aver voluto portare avanti il confronto col sindacato. In particolare per il contesto storico e sociale di Unicoop.
La digitalizzazione dei dati è destinata a scomparire ed è questo il motivo per cui l’azienda afferma di aver sospeso l’appalto. Per la Cgil la via più percorribile è il reintegro in mansioni diverse, così come accaduto in altre situazioni e come sarebbe stato garantito in un primo momento.
Questo è l’unico appalto di Maremma servizi e al suo interno Unicoop ne gestirebbe interamente l’organizzazione del lavoro. In sostanza, si prefigurerebbe un caso di intermediazione di manodopera, cioè di lavoratori assunti da un datore che, in realtà, prestano le loro attività in favore di un altro imprenditore.
Questi e altri aspetti saranno approfonditi mercoledì a Firenze.(v.p.)
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