Toscana
Tra storia e leggenda camminata a S. Pietro seguendo i figuranti
MONTEVERDI . Segnatevi questa data: 10 giugno. Sperimentata molto in sordina l’anno scorso, verrà proposta domenica 10 giugno la camminata in costume verso l’Abbazia di San Pietro (nella foto).Storia,...
MONTEVERDI . Segnatevi questa data: 10 giugno. Sperimentata molto in sordina l’anno scorso, verrà proposta domenica 10 giugno la camminata in costume verso l’Abbazia di San Pietro (nella foto).
Storia, leggenda e libera ricostruzione degli avvenimenti si mescolano in questa iniziativa, organizzata dalla Pro Loco di Monteverdi con la collaborazione del gruppo Arcieri Cerbero della Pro Loco di Montecerboli: l’impegno è notevole, molte persone sono mobilitate in questi giorni a cucire i costumi, a definire lo “story-board” della rappresentazione. L’obiettivo dei promotori è un contributo alla valorizzazione dell’antico sito benedettino, bisognoso di restauri che, nella speranza di molti monteverdini, dovrebbe in futuro consentirne una fruizione non occasionale per appuntamenti culturali estivi. L’iniziativa della Pro loco è una sfida a certi pregiudizi e si colloca dalla parte di chi agisce invece di starsene seduto a criticare. Non ha la pretesa di una ricostruzione, né suggerire invenzioni. È un racconto che procede a zig-zag con momenti di verità accanto a situazioni non verificabili ma in un contesto credibile.
L’Abbazia di San Pietro, sorge su un poggio dirimpetto al nucleo storico di Monteverdi. I monaci benedettini vi si trasferirono verso la fine del 1100, abbandonando il monastero fondato dal pisano-longobardo Walfredo tra il 752 e il 754 nella località oggi conosciuta come Badia Vecchia o podere San Valentino, ai piedi del colle su cui in seguito sorse Monteverdi. Walfredo era ricco, precorrendo San Francesco si spogliò di tutti i suoi averi e li mise a disposizione del monastero cui impose la regola benedettina. In breve la Badia assunse un ruolo importante religioso e politico dall’alta Toscana occidentale all’Elba. Quello che accadde in seguito non chiarisce il motivo vero per cui i monaci abbandonarono la Badia quattro secoli dopo ed eressero l’Abbazia di San Pietro in un luogo impervi. Che non scongiurò scorribande, saccheggi (famoso quello dei sassetani), distruzioni e un inarrestabile declino. La camminata, partendo dalla Caletta, percorrerà il sentiero aperto dai boscaioli e mantenuto in ordine dai forestali dell’Unione montana: dopo un chilometro e mezzo di salita facile l’arrivo all’Abbazia. Abili mani di donne stanno preparando i costumi dei figuranti, altri sono forniti dalla Pro Loco di Montecerboli, niente armature. Lungo il percorso previste a soste per dare voce a personaggi che ricorderanno la storia. Ultimo atto all’Abbazia: un figurante nei panni di Walfredo, inginocchiato davanti alla spada infissa nel terreno – così è rappresentato in un dipinto agiografico della parrocchiale di Monteverdi – accoglierà i partecipanti alla camminata. La rappresentazione è aperta al pubblico. Ritrovo alle 9,30 in piazza San Rocco, quindi trasferimento in auto alla Caletta, da dove si prosegue a piedi seguendo i figuranti. Al termine, ripercorrendo a ritroso il sentiero, grigliata nel bosco (su prenotazione) e spettacolo degli arcieri di Montecerboli. (g. p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
