Il Tirreno

Ecco Poggio del Molino archeologia vista mare che piace agli americani

di Cecilia Cecchi
Ecco Poggio del Molino archeologia vista mare che piace agli americani

Una sola proposta per questo progetto di archeologia condivisa Fondi per 31.500 euro dall’Associazione culturale Past in Progress

3 MINUTI DI LETTURA





BARATTI. A Poggio del Molino due coppie di inglesi, impegnate in nordic walking, subito accompagnate sul percorso già visibile. Gli studenti del liceo “25 Aprile” di Pontedera (progetto scuola/lavoro con Elsa Bedini) continuano nelle “grandi pulizie”. «Venerdì – dice Carolina Megale –, ci saranno due classi dell’elementare Cattaneo di Livorno che vogliono conoscere il mestiere dell’archeologo e faranno con l’antropologo lo scavo simulato di uno scheletro umano».

Qui prime indagini tra il 1984 e il 1988 dall’Università di Firenze; pur rivelandosi da subito sito di massimo interesse (vista mozzafiato, apprezzata dai Romani che l’avevano scelta, a cavallo tra il golfo di Baratti e Rimigliano; nel II secolo a. C. fortezza di difesa dagli attacchi dei pirati, poi fattoria con grandi vasche per la produzione del garum e infine tra II e III secolo d. C. lussuosa villa marittima) gli studi furono interrotti per mancanza di fondi e il tutto ricoperto da terra e vegetazione. Nuove ricerche solo dal 2008 col progetto auto finanziato Archedig associazione culturale Past in Progress (31mila 500 euro per il 2018); dunque per Poggio non c’è bando ma una convenzione perché di proposte ne arriva una sola, appunto da Archedig di cui è braccia e voce è l’archeologa Carolina Megale, a fianco del Comune pure nel 2014 quando l’area di scavo è stata espropriata. Rinnovo in collaborazione col Comune (proprietario del terreno sottoposto a vincolo archeologico) e l’Università di Firenze, a cui è affidata la direzione scientifica. «Cantiere internazionale, che alla luce dello studio fatto può essere motore di crescita economica: ogni euro investito ne genera 3,84 all’indotto – conferma Megale –. Un esempio? Ospiteremo ancora studenti americani, 18 in più grazie ad una nuova collaborazione con il Whitman College di Walla Walla, e studenti italiani che avranno l’alloggio garantito col finanziamento raccolto dal cannocchiale Panoramix installato sulla Torre di Populonia. E ancora volontari impiegati nelle attività del cantiere. Tutti coordinati da archeologi professionisti (Stefano Genovesi, Martina Fusi, Ambra Fiorini, Marco Sofia). Procederemo al restyling di mosaici e delle strutture murarie col restauratore Alessandro Fonti».

Studi internazionali pure per l’ambiente vanno avanti grazie ai finanziamenti di volontari in giro per il mondo ad occuparsi di balene o tigri investendo così migliaia di euro; qui un volontario o uno studente spende circa 800 euro a settimana per vitto, alloggio, trasferimenti e un contributo all’associazione contribuendo a studiare la (nostra) storia. Nessuna sponsorizzazione pubblica, ma l’art bonus: sgravi fiscali per chi fa elargizioni. «In cantiere già un nuovo studio – conclude Magale – per portare l’insediamento nelle case in un touch: modelli 3d dello scavo e dei reperti modellati da Carlo Baione e la ricostruzione virtuale di alcuni ambienti che permetterà di vedere come erano fatte le terme. E ancora la predisposizione di spazi per visitatori che stiamo realizzando con l’architetta Erica Foggi in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza». Un’altra stagione da scoprire, non solo scavando.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web