La protesta
Alta tensione a Vignale Cgil minaccia denunce
Presidio per tutelare i lavoratori di Maremma Servizi, è scontro con l’Azienda Fraddanni (Cgil): «Totale chiusura di Unicoop, non ci restano che le vie legali»
RIOTORTO. «Abbiamo consegnato un comunicato sindacale alla direzione, la quale non si è però detta disponibile a parlare con i lavoratori. A questo punto non ci resta che intraprendere le vie legali. Anche perché, secondo me, quello in questione è un caso di intermediazione di manodopera (lavoratori assunti da un datore che, in realtà, prestano le loro attività in favore di un altro imprenditore ndr)». Si è espressa così Pieralba Fraddanni, segretaria generale Filcams Cgil provincia di Livorno, dopo aver incontrato, accompagnata dal lavoratore di Maremma Servizi Michele Bonucci, il direttore del personale di Unicoop Tirreno Luigi Pozzessere.
Tutto ciò nella mattinata di ieri, durante un presidio organizzato di fronte alla sede dell’azienda, a Vignale, al quale hanno partecipato i rappresentanti di Filcams Cgil, Ugl, Usb, Cobas, Circolo delle fabbriche Pd, Sindacato pensionati, Camping Cig e Rsu Rimateria, accanto ai lavoratori di Maremma Servizi, cooperativa che da 15 anni si occupa, in appalto per Unicoop, dell’archiviazione e della digitalizzazione dei dati. Dal primo luglio, però, i sei dipendenti di Maremma Servizi non avranno più un lavoro. Unicoop Tirreno li ha infatti informati, tramite lettera inviata al presidente della cooperativa, che l’appalto è da ritenersi sospeso.
Ma i lavoratori non ci stanno. «L’azienda ci aveva promesso che saremmo stati reintegrati, eventualmente svolgendo altri compiti all’interno di Coop – ha detto Catia Guerra, lavoratrice Maremma Servizi –. Anche perché noi, di fatto, abbiamo lavorato per Unicoop». «La cooperativa ha gestito i nostri orari e ha organizzato direttamente il nostro lavoro – ha affermato Michele Bonucci –. Abbiamo fatto delle trasferte, organizzato documenti, sistemato bolle e faldoni, sempre con la massima disponibilità». «Come risposta al nostro lavoro, siamo stati licenziati. Dopo il 30 giugno non avremo più un impiego, né uno stipendio – ha aggiunto Germana Centelli –. Oltretutto non abbiamo nemmeno la possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali». Isindacati ieri hanno manifestato e hanno chiesto «che i lavoratori vengano reintegrati – ha commentato Fraddanni –. Vogliamo essere ricevuti dai vertici aziendali per discutere la situazione». La direzione, in un primo momento si è detta disponibile a incontrare solo la segretaria Filcams Cgil, la quale, però, si è rifiutata di entrare da sola. «Hanno detto che non vogliono incontrare i lavoratori perché non sono dipendenti di Unicoop Tirreno – ha sostenuto la sindacalista -. Hanno anche affermato che non possiamo stare qui perché è proprietà privata. Ma io non mi allontano, né vado a parlare con qualcuno senza che siano presenti i lavoratori». Alla fine, dopo qualche momento di tensione, la direzione ha deciso di ricevere sia Fraddanni sia uno dei lavoratori. I due hanno consegnato un comunicato sindacale e hanno riferito di una «chiusura totale da parte dell’azienda. Un comportamento, questo, che ci spinge a intraprendere le vie legali».
Unicoop, da parte sua, commenta il proprio modus operandi sottolineando che la segretaria Filcams Cgil aveva chiesto un incontro personale con Luigi Pozzessere, non preannunciando in alcun modo il fatto che a Vignale ci sarebbe stato un presidio. I lavoratori, da parte loro, non mollano e saranno a Vignale anche oggi quando, intorno alle 11,30, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani incontrerà i vertici di Unicoop.
Claudia Guarino
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