Il Tirreno

«Enel, rischi di illegittimità nell’assegnazione delle aree»

«Enel, rischi di illegittimità nell’assegnazione delle aree»

Le opposizioni compatte chiedono chiarezza sul futuro dell’ex centrale di Tor del Sale No a varianti che modifichino le destinazioni d’uso dopo l’atto di acquisto dei privati 

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PIOMBINO. Continua a far discutere la vicenda della centrale Enel, dopo l’anticipazione del Tirreno riguardo allo stop al progetto per la realizzazione di un outlet.

Anzi sulla questione le minoranze fanno quadrato con un documento firmato da Ascolta Piombino, M5Stelle, Ferrari sindaco, Un’Altra Piombino e Rifondazione Comunista. «La variante per la riconversione dell’Enel ad altri usi è strategica per questo territorio – scrivono – e se come dice il sindaco Massimo Giuliani, loro hanno sempre avuto una visione, per noi opposizioni, sembra che invece regni la più totale confusione. Si parla di un outlet dal 2015, ma per sapere che la Regione ha bocciato il progetto, abbiamo dovuto attendere il Tirreno. Il sindaco alla richiesta del presidente Fabrizio Callaioli, in Consiglio non ha voluto rispondere, eppure c’erano anche gli esponenti del Pd. In Consiglio si sono discusse mozioni specifiche che hanno per ben due volte chiesto la necessità di modificare la destinazione urbanistica delle aree portuali della centrale, al fine di permettere all’Autorità Portuale la riassegnazione per nuovi usi, a soggetti terzi, in quanto aree del demanio marittimo non più nella disponibilità dell’Enel, e soggette alla pianificazione del Comune».

«Per quanto invece riguarda le aree della centrale – proseguono le minoranze – essendo soggette a successiva bonifica, non ci sono criteri di urgenza per non aprire una discussione in merito al loro futuro utilizzo. Quando abbiamo una “visione”, la programmazione del territorio si fa prima di aspettare un progetto specifico elaborato da un privato. Anche perché l’alternanza di notizie ufficiose sull’acquisto della centrale Enel da parte di società private, l’indisponibilità dell’Amministrazione comunale a dare chiarimenti in merito, e le indiscrezioni su possibili nuove destinazioni urbanistiche, tese a modificare l’attuale destinazione D1. 1 (industria energetica), in possibili attività turistiche con chiaro incremento di valore delle aree ex centrale, ci preoccupa e non poco».

Le opposizioni dunque, «con la speranza che l’Amministrazione chiarisca al più presto tali circostanze, segnalano comunque quanto sarebbe scorretta qualsiasi variante che modificasse le destinazioni d’uso, successivamente all’atto di acquisto, e a favore di una società privata. Scorrettezza che nel caso delle aree del demanio marittimo, attinenti il porto, potrebbe trasformarsi in illegittimità degli atti, poiché la loro assegnazione può avvenire solo dopo la pianificazione e in base a specifici bandi di evidenza pubblica».



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