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5 Stelle: no alla paura, per la sicurezza più forze dell’ordine
PIOMBINO. Sulla bocciatura della mozione sulla sicurezza in città firmata da Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) e Francesco Ferrari (lista Forza Italia-Ferrari sindaco), che fra le altre cose...
PIOMBINO. Sulla bocciatura della mozione sulla sicurezza in città firmata da Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) e Francesco Ferrari (lista Forza Italia-Ferrari sindaco), che fra le altre cose proponeva «l’installazione di telecamere per la videosorveglianza di punti nodali e strategici» e l’allungamento dell’orario di servizio in fascia notturna della polizia municipale, è polemica.
Secondo il Movimento 5 Stelle «dare una valutazione di ciò che succede in consiglio comunale (aperto a tutti) attraverso le parole riportate sui social, in gruppi e gruppettini vari, può essere considerato alla stregua dello spacciare l’”arte del Bignami” come corretto approccio allo studio».
Ecco perché il “consiglio” dei 5 Stelle è «di assistere ai consigli comunali», di cui tra l’altro le sedute sono tutte visibili in streaming, riferendosi nello specifico a quello delle 27 aprile in cui era all’ordine del giorno «la famosa mozione di Gelichi e Ferrari sulla sicurezza, tema tanto caro ultimamente che, volente o nolente, pare abbia procurato una grossa fetta di voti a una precisa corrente politica».
Nel merito il Movimento 5 Stelle spiega di aver proposto «alcune modifiche per rendere efficace la mozione in discussione. Siamo in disaccordo sulla presenza dell’esercito a Campiglia. Facciamo due conti. Le caserme più vicine distano chilometri, quindi non è chiaro dove si appoggerebbero le squadre di tale esercito. Ovviamente, non sono stati quantificati i costi. Però è stata tolta la Polfer, che pattugliava la stazione e oltretutto poteva salire sui treni ed esercitare una forma di controllo anche a bordo. Abbiamo contestato l’utilizzo della vigilanza privata, sperimentata nel recente passato con cospicui costi, invitando ad utilizzare tali risorse per rafforzare puntualmente le figure professionali più efficaci, vigili, forze dell’ordine».
«A noi interessa sia il fattore sicurezza in sé sia la percezione della stessa da parte del cittadino – sostegono i 5S – Questo perché una percezione di insicurezza e di incapacità di colpire chi delinque porta al fatalismo: i cittadini tendono a non denunciare nemmeno più i fatti di cui sono vittime o di cui vengono a conoscenza. Questo rischia di produrre una pericolosa distorsione fra realtà ufficiale e vita reale».
Da qui secondo il Movimento la decisione di «appoggiare il fattore telecamere. Non abbiamo detto di no, abbiamo sottolineato che le telecamere sono uno strumento di controllo soprattutto a posteriori, perché permettono di individuare dopo l’avvenuto crimine e, se siamo particolarmente fortunati, anche chi lo ha commesso. Abbiamo considerato questo strumento alla stregua di uno strumento investigativo con, anche in questo caso, costi da valutare e ponderare attentamente. Abbiamo stabilito che è fondamentale restituire la città – prosegue il M5S – ai suoi abitanti, a tutti i suoi abitanti, incoraggiandoli a uscire e ad aggregarsi socialmente anche in quelle zone che sarebbero “sconsigliate”, perché comunque dove il singolo fallisce il gruppo può rompere situazioni scomode».
Per questo «abbiamo sostenuto il decoro – spiega ancora il 5S – il controllo, l’assoluta necessità di incrementare il numero delle unità delle forze dell’ordine, il fatto che ci sia una maggiore comunicazione tra i corpi in modo che le informazioni non vadano perse. Sosteniamo la certezza della pena e condanniamo le leggi svuotacarceri che hanno consegnato questo paese alla mercé di criminalità più o meno organizzata. Sosteniamo la cittadinanza e il fatto che in un paese “sovrano” il cittadino, donna o uomo che sia, possa e debba poter esercitare il proprio diritto di essere tale sempre e comunque. E non è nemmeno che sia qualcosa di impossibile, secondo noi. Non è fantasia».
«Solo che, a differenza di altri – è la conclusione del Movimento 5 Stelle – non crediamo di dover vincere le elezioni facendo leva sulla paura. Andatevi ad ascoltare le parole dei nostri portavoce, di tutti i consiglieri e soprattutto domandate, domandate sempre. Il primo passo per essere un cittadino libero è essere pienamente consapevole che non è solo nostro diritto criticare, per costruire, chi ci governa, ma anche nostra precisa responsabilità».
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