Il dolore
Spuntano i cinghiali Panico sulla strada
Chiusa la quattro corsie per far tornare gli animali nel bosco Trusendi: «Il più grosso è stato abbattuto perché pericoloso»
PIOMBINO. In auto di passaggio sulla via Provinciale, all’improvviso attraversa un cinghiale, no anzi due. Irruzione a sorpresa e panico, ieri mattina, sulla strada e nel parco tra Poggetto e Cotone.
I due animali si sono messi a correre sul marciapiede e tra i mezzi. Immediato l’allarme degli abitanti al centralino della polizia municipale del Comune; allerta subito condivisa con gli agenti della polizia provinciale – da sempre a contatto con la fauna selvatica – e coi tecnici dell’ufficio ambiente del Comune. La scorribanda è finita con la fuga di uno cinghiali tornato nel bosco, mentre il secondo, più grosso è stato abbattuto.
Dunque anche ieri mattina traffico bloccato in viale Unità d’Italia, ma stavolta per cercare di far rientrare i due animali tra la vegetazione verso il Promontorio.
Non pochi gli autisti che hanno evitato di colpire i due cinghiali che hanno sbarrato più volte la strada, scorrazzando dal parco del Cotone per le vie del quartiere.
Alle 9,25 la chiamata arrivata al centralino dei vigili urbani che sono subito andati sul posto, regolamentando il traffico per metter in sicurezza la viabilità.
In pochi minuti al Poggetto anche la polizia provinciale. Deviati qui, da un controllo già in corso in Val di Cornia, il comandante della polizia provinciale Maurizio Trusendi e il comandante del distaccamento di Venturina Stenio Pasquini.
«Molto probabilmente – conferma Maurizio Trusendi – i due animali sono entrati nel parco del Cotone nella notte tra giovedì e venerdì, magari attirati dall’umidità dell’impianto sportivo “Bacci” dell’Arci Cotone. Col passare delle ore devono essere stati disturbati da qualche rumore forte, magari un camion o un’ambulanza e sono usciti sulla strada».
Ecco che le persone li hanno visti e subito segnalati.
«Chiusa la viabilità sulla strada a quattro corsie – aggiunge il comandante Trusendi – abbiamo provato in tutti i modi a farli tornare verso il bosco». Coinvolte in questa “braccata al contrario” (solo per spingerli a fuggire) un discreto numero di persone comunque esperte nelle tecniche di caccia. «Con un cinghiale ha funzionato – aggiunge Trusendi – mentre col secondo, più grosso, e che forse si è spaventato per qualche rumore forte arrivando a caricare e tentare di mordere uno degli scaccini, che stava cercando di indirizzarlo fuori dal parco, non c’è stato altro da fare che abbatterlo. Maschio adulto – sottolinea –, se non ci sarà nessun problema sanitario sarà devoluto in beneficenza...».
@ceciliacecchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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