Il Tirreno

Cercansi archeologi per Vignale

di Cecilia Cecchi
Cercansi archeologi per Vignale

Fino al 25 maggio aperte le candidature per la quindicesima campagna d’indagine alla villa romana

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RIOTORTO. Fino al 25 maggio sono aperte le candidature per la quindicesima campagna di indagini archeologiche a Vignale.

E il progetto “Uomini e cose a Vignale”, dalla ricerca all’archeologia pubblica in questi giorni è alla sagra del carciofo di Riotorto. Allo stand anche Enrico Zanini ed Elisabetta Giorgi (dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena) che curano lo scavo fin dal 2003: «Il segreto – confermano, sorridendo – è raccontare ogni volta come se fosse l’unica volta...».

«Anche quest’anno – spiega Zanini (direzione scientifica) – L’invito a partecipare alla ricerca è rivolto a tutti gli studenti che abbiano voglia di fare un’esperienza sul campo: Vignale è una villa con annessa stazione di posta lungo la Via Aurelia dove da più di 10 anni conduciamo un progetto di archeologia pubblica condivisa e sostenibile». La prossima campagna di scavo si svolgerà, come sempre, da metà settembre a metà ottobre su un’area di grande interesse che passa dalla stazione di posta alla villa romana, dal mosaico di Aiòn, Signore del tempo e alle terme tardo antiche. «In questi mesi – ricorda Elisabetta Giorgi – stiamo rielaborando i dati emersi dallo scavo 2017 e definendo la cronologia delle diverse fasi di occupazione del sito. L’analisi dei dati di scavo e la ricerca di confronti hanno portato a interpretare la grande struttura emersa durante l’ultima campagna di scavo nella parte meridionale del sito come un primo impianto termale che sorgeva probabilmente in una posizione periferica del sito: non è una peschiera». Gli obiettivi della prossima campagna? «Riguarderanno sia questo impianto termale – risponde Zanini –, probabilmente risalente al I-II secolo d. C. che le terme tardo antiche che sorgono accanto alla grande sala col mosaico di Aiòn. Particolare attenzione sarà dedicata alla rilettura delle fasi più antiche individuate sul sito che si collocano tra III e II secolo a. C. in cui riconosciamo i resti di una fattoria o una prima villa litorale con una vocazione produttiva».

Tra l’altro nel numero di “Archeologia Viva” in uscita in questi giorni (maggio-giugno) ci saranno pagine dedicate proprio allo scavo di Vignale. «Importante ricordare che anche questi scavi “vivono” da sempre – sottolinea Elisabetta Giorgi – in stretto contatto con la comunità locale, col mondo della scuola. Massima la collaborazione con associazioni culturali – dice –, cooperative sociali del territorio e aziende che ci confermano sempre il supporto logistico». Collaborazioni che si chiamano Unicoop Tirreno, Villaggio La Madonnina, Camping Pappasole, Campeggio Orizzonte, Baia Etrusca, Comune di Piombino, Tenuta di Vignale. Per il resto una passione e un coinvolgimento che non si ferma mai: ecco un’archeologia multitasking anche grazie al web e all’auto promozione con i gadget e alla partecipazione alla vita del territorio; dunque lo stand alla sagra, a braccetto con l’Associazione cultura & spettacolo di Riotorto. E la ricerca può andare avanti, consentendo di scoprire sempre una sorprendente tessera di storia in più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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