Il dolore
Sicurezza: feste e nuove norme
Le regole (necessarie dopo Torino) rischiano di mettere in ginocchio le associazioni. Comune pronto ad “aiutare”
PIOMBINO. Nuove misure di sicurezza previste in tutta Italia da dopo il tragico caos in piazza San Carlo a Torino nel 2017 (con migliaia di persone radunate per la partita di Champions Juventus - Real).
Più sicurezza e costi elevatissimi per le associazioni di volontariato, ma il Comune ha scelto di stare a fianco di quanti s’impegnano per dar voce, colori e musica alla città (prossimo incontro in calendario per il 26 aprile).
Le cifre. Dunque regole e un impegno economico insostenibile per la gran parte delle associazioni che ogni anno organizzano eventi: qualcosa come tra le 250-300 euro per il personale antincendio per eventi di media entità. Per salire ai 1.300-1.500 in “seratone” come i concerti di Capodanno o la festa di Hottanta, dove a ballare in piazza sono centinaia di persone. Da aggiungere pure i costi delle ambulanze pur non sempre necessarie (e l’ufficio turismo del Comune sta lavorando anche su questo).
«Siamo concentrati sul programma dell’estate che porta tante persone pure fuori dal centro... ma si rischia di non poter far niente». Da settimane il presidente del Centro commerciale naturale Salivoli, il farmacista Marco Viti, è più che preoccupato per i prossimi giovedì di sera 2018. Fatto già qualche incontro, il Comune non starà a guardare. «C’è questa nuova normativa di cui nessuno sentiva il bisogno – dice l’assessore alle attività produttive e vicesindaco Stefano Ferrini –. Conseguenza anche della difficile situazione internazionale, però, magari sarebbe stato più opportuno modulare il rafforzamento pure in base alla tipologia degli eventi, considerandone il carattere, i luoghi e le persone coinvolte. Comunque la direttiva del ministero degli interni esiste e prende come riferimento le linee guida emanate dalla prefettura di Roma. Dobbiamo adattarci – spiega – cercando di creare meno problemi possibile a quanti organizzano iniziative e che devono sottostare alla direttiva. Ci sono – prosegue – due tipi di manifestazioni. Una prima tipologia soggetta a semplice comunicazione alla prefettura e quelle che necessitano autorizzazione da parte della polizia locale. Nel primo caso la prefettura richiede l’intervento della commissione tecnica di vigilanza provinciale e vari soggetti tra cui polizia municipale e pompieri. Tutto ruota attorno a quanto il capo della polizia, Gabrielli, ha inviato con una circolare a prefetti e questori dopo Torino. Dunque – aggiunge – anche azioni più rigide per grandi eventi dov’è prevista la presenza di un numero rilevante di persone. Pure nel secondo caso dove basta sentire il parere della polizia locale le regole sono le stesse».
Che fare? « Consapevoli delle difficoltà delle associazioni e della necessità di portare avanti le iniziative – risponde Ferrini – oltre a farci carico dei piani della sicurezza essendo tra i soggetti organizzatori, nella riunione del 26 proporremo di formare a nostre spese personale delle associazioni sia per l’antincendio che per la sicurezza, 30 più 30, da giostrare tra gli appuntamenti. Sarà proposto un protocollo d’intesa e ci vorrà collaborazione anche sui piani di sicurezza che una volta redatti, restando ferme le necessità, dovranno durare. La normativa l’abbiamo subita tutti... insieme possiamo trovare la soluzione».
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