Il Tirreno

I bambini chiudono con un cortometraggio

I bambini chiudono con un cortometraggio

In “Spinner Kids” interpretano un gruppo di piccoli pirati della strada dopo lo studio sulla viabilità

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CAMPIGLIA. Sarà un cortometraggio a chiudere “La città dei bambini”: s’intitolerà “Spinner kids”, racconterà di un gruppo di piccoli pirati della strada (interpretatati dagli alunni) e sarà presentato alla festa di fine scuola. Un lavoro di sintesi per un progetto che ha visto impegnati i baby consiglieri e i loro compagni in un articolato percorso: “La città dei bambini” quest’anno aveva come tema la mobilità e il rispetto reciproco. «Un progetto - ha sottolineato ieri in conferenza stampa l’assessora alle politiche educative e al sociale Alberta Ticciati – che coinvolge i ragazzi nella comprensione dei bisogni della collettività e li stimola nel farne sintesi, cercare soluzioni e proposte per dare risposte condivise, in modo da alimentare attraverso la conoscenza dei problemi e dei bisogni anche il rispetto degli altri e dei beni comuni».

Il cortometraggio è stato presentato dal giovane musicista Graziano Poggetti, insieme al regista Francesco Sorresina, al direttore della fotografia Mattia Cecchetti e al produttore tecnico Davide Bertizzolo, tutti giovanissimi: hanno lavorato con passione, dedizione e professionalità. Presenti in conferenza anche la coordinatrice del progetto Roberta Piscitelli, e la vicepreside Angela Marina Chiavaroli che ha portato il saluto dell’istituto comprensivo Marconi. C’è stato poi il toccante intervento di Francesca Rossi, una mamma che «ci ha aiutato nel nostro lavoro - ha commentato Piscitelli - per sensibilizzare sui temi del rispetto delle regole e dei diritti dei disabili». Le educatrici del Ciaf Patrizia Conforti e Federica Falchini hanno portato i disegni realizzati dai ragazzi per una segnaletica stradale da installare a misura d’uomo. Graziano Poggetti ha spiegato che il suo ruolo e quello dello staff del corto si mette in moto a metà del percorso: «Mi piace dire, dopo il lavoro di fertilizzazione del terreno con tutti i contenuti necessari, informazioni, approfondimenti, arriviamo noi e cerchiamo di proporre qualcosa per l’elaborato finale che catturi l’attenzione dei bambini, che stimoli la loro voglia di imparare attraverso strumenti un po’ diversi dalla routine quotidiana ed è un lavoro affascinante».

«La passione deriva anche dal cercare di realizzare il mio sogno – ha detto Franceso Sorresina – che è quello di diventare regista, e dal prossimo anno frequenterò l’università a Roma per provarci. Lavorare con i bimbi è stato molto bello e mi ha particolarmente colpito quanto presto e con quanta volontà abbiano appreso quelle che si possono chiamare le tre parole magiche con cui ogni film comincia a nascere: motore, ciak, azione! Il rapporto con loro è stato positivo – aggiunge – hanno visto in me e nei miei amici collaboratori, che ringrazio davvero tanto, una persona più grande da ascoltare, ma non tanto più grande da mettere in soggezione, tutto è stato molto spontaneo».

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di Redazione web